Giro di fatture false, sequestrati beni per 750 mila euro, 36 indagati
Fatture false per dimostrare spese inesistenti e abbattere in questo modo le tasse sul proprio imponibile. Trentasei persone – per lo più imprenditori aretini e umbri – sono indagate per evasione fiscale dalla Procura di Perugia e in questi giorni la Guardia di Finanza ha eseguito sequestri preventivi per 750.000 euro disposti dal gip Piercarlo Frabotta. Lo scrive oggi il Corriere dell’Umbria in un articolo a firma di Luca Serafini.
Venivano realizzate a Gubbio e ne beneficiavano ditte di Arezzo, dell’Umbria e delle Marche. C’è anche un cantautore tra i coinvolti. L’inchiesta è in fase ancora preliminare e le ipotesi di accusa sono tutte da dimostrare. Secondo quanto emerso, dal 2013 al 2020 c’era una società di Gubbio che provvedeva a emettere fatture che consentivano di abbattere Iva, Irpef e Ires.
Per ognuno dei 36 clienti sono scattati sequestri strumentali alla eventuale confisca di quello che viene ritenuto il presunto profitto del reato tributario.
Il procedimento della procura di Perugia è stato iscritto nel 2019 ed è partito da un precedente fascicolo che riguarda l’eugubino sempre per beghe fiscali. La Procura di Perugia ha calcolato che il volume complessivo di Iva, Irpef e Ires non pervenuto allo Stato con il trucchetto, ammonta a 981.499 euro, ma il pm ha indicato in 747.848 euro la somma da sequestrare, escludendo le evasioni sotto i 5 mila euro.

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