GIUSEPPE DE RITA SI È OCCUPATO DELLE PAURE CHE ATTANAGLIANO LA NOSTRA SOCIETÀ

<p>Giordano Granelli (Uff stampa) (UJcom) ASSISI - In tempi di crisi le paure sono molte. Da quella dell’inadeguatezza a quella dell’insicurezza esistenziale e sociale. Non c’è dubbio che la società contemporanea sia attanagliata da grandi angosce che, specie negli ultimi si sono moltiplicate: i rom, gli immigrati, le rapine, la microcriminalità di strada, gli incidenti provocati da giovani alla guida ubriachi o drogati, il bullismo, il lavoro che manca, la perdita del potere d’acquisto, le rate del mutuo, la riduzione dei consumi. “Occorre superare l’idea di panici molteplici – ha spiegato Giuseppe De Rita nel corso della Lectio Magistralis organizzata dalla Fondazione Internazionale di Assisi lo scorso sabato presso la Sala della Pro Loco di Santa Maria degli Angeli, altrimenti tutto diventa paura (dagli scippi, a ciò che mangiamo ogni giorno, fino alla grande crisi economica). Il pericolo è infatti una somma più grande della stessa paura”.</p>
<p>“Se pensiamo alla mancanza di sicurezza scaturita dai fatti di cronaca degli ultimi tempi, capiamo come oggi siamo portati a cercare sicurezze, a volte esagerate, come l’esercito nelle città”. Per non perdere la speranza, allora, occorre allontanarla dalla paura. Se non si fugge dalla rassegnazione, se non c’è fiducia, dialettica, coraggio, libertà, un sistema non può allontanarsi dalla paura. Il dibattito introdotto dal Vice Presidente della Fondazione il Dottor Giulio Franceschini, ha concluso la serie di lectio magistralis che il Professor De Rita ha tenuto nel corso di questo anno. L’ultimo appuntamento con la stagione degli Incontri della Fondazione è invece fissato per sabato 12 dicembre. Si parlerà di vecchio e nuovo modo di fare museo.</p>
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