Eurodeputato Tarquinio al convegno “Salviamo l’Onu”
Eurodeputato Tarquinio – Durante il convegno “Salviamo l’Onu”, tenutosi al Senato e promosso dalla Fondazione PerugiAssisi con la senatrice Ilaria Cucchi, ha preso la parola l’eurodeputato Marco Tarquinio del gruppo S&D. Tarquinio, attivamente coinvolto nella creazione dell’Intergruppo per la pace nel Parlamento europeo, ha sottolineato l’esistenza di divisioni all’interno dell’Europarlamento.
“In seno all’Europarlamento,” ha dichiarato Tarquinio, “si evidenzia una netta frattura tra i vari movimenti politici, compresi quelli europeisti. Da un lato ci sono coloro che vedono il dialogo multilaterale e un’azione politica e diplomatica come la priorità dell’Unione Europea; dall’altro, chi considera i confini della UE come linee di frontiera con la Russia e i suoi alleati, stabili o meno. È essenziale ricucire questa frattura per non tradire la missione e il significato dell’Europa comunitaria, che è un grande progetto di pace”.
Il eurodeputato ha proseguito spiegando che questo dilemma ha portato un gruppo significativo di parlamentari europei a costituire un “Intergruppo per la pace, la diplomazia e il dialogo multilaterale”. Questo progetto, come ha evidenziato, si ricollega alle iniziative simili in corso nel Parlamento italiano: “Nessuno può agire in isolamento. Non ci limitiamo a esaminare solo i conflitti più grandi e vicini, come quelli tra Russia e Ucraina o tra Israele, Palestina e Libano, ma ci occupiamo di ogni crisi bellica e umanitaria”.
“Abbiamo già ottenuto,” ha aggiunto Tarquinio, “un numero significativo di adesioni. Adesso è fondamentale il supporto formale di almeno tre dei quattro gruppi: S&D, Renew, Verdi e The Left. Tra i primi firmatari ci sono Michael McNamara, Leoluca Orlando e Danilo Della Valle, oltre a me. La proposta avanzata da Massimiliano Salini del PPE, che presenta notevoli punti in comune con la nostra, accresce le mie speranze per unire le varie iniziative”.
Concludendo, Tarquinio ha affermato: “Siamo membri di gruppi diversi e la creazione di questo Intergruppo, che nasce dal dialogo con la società civile italiana ed europea, e in particolare con gli organizzatori della Marcia PerugiAssisi, deve rappresentare un risultato collettivo. Non esistono primazie, ma la consapevolezza dell’urgenza di riflessioni e azioni condivise da chi non si rassegna al ritorno della politica di guerra. Le nostre diversità, infatti, possono essere un punto di forza e dare vita a una responsabilità condivisa per la pace”.

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