Presciutti: “Il dialogo è la nostra bandiera di libertà”
Fin dalle prime luci dell’alba, una moltitudine di persone ha invaso Borgo XX Giugno, dando vita a un corteo colorato e pacifico diretto verso Assisi. La Marcia per la pace, ideata da Aldo Capitini, ha visto la partecipazione di cittadini, attivisti, famiglie e rappresentanti istituzionali, tutti accomunati dal desiderio di testimoniare un impegno concreto per la convivenza civile.
Tra bandiere multicolori, striscioni, biciclette e passi condivisi, la città di Perugia si è trasformata in un simbolo vivente di dialogo e speranza, grazie anche agli eventi promossi dalla Fondazione PerugiAssisi per la cultura e la pace, guidata da Flavio Lotti, in collaborazione con numerose realtà associative locali.
Sul palco allestito lungo il percorso, Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia, ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: “Abbiamo vissuto giorni intensi di confronto, che ci hanno portato a riflettere sul significato più alto dell’impegno civile. Il dialogo resta la nostra arma più potente, così come le bandiere che in molti Paesi non si possono sventolare e che qui diventano segno tangibile di libertà”.
Presciutti ha poi rivolto un appello ai partecipanti: “Da domani, torniamo a camminare nei nostri comuni, nei quartieri, nelle scuole, perché la pace si costruisce ogni giorno, con gesti semplici ma profondi. È nella quotidianità che si radica il cambiamento”.
La Marcia Perugia-Assisi si conferma così non solo come evento simbolico, ma come manifestazione concreta di un’Italia che crede nel potere della parola, della partecipazione e della solidarietà. Un fiume umano ha attraversato l’Umbria, portando con sé un messaggio universale: la pace non è un’utopia, ma una responsabilità condivisa.

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