Chick Corea, il flamenco accende l’arena di Umbria Jazz | Foto e video

Chick Corea, il flamenco accende l'arena di Umbria Jazz

Chick Corea, il flamenco accende l’arena di Umbria Jazz

di Luana Pioppi

Si chiama “The Spanish Heart Band” l’ultimo progetto che Chick Corea, noto soprattutto per le sue produzioni jazz e jazz fusion negli anni settanta, ha presentato martedì sera sul palco del Santa Giuliana. Una serata che il pianista e tastierista statunitense, classe 1941, ha dedicato alla musica ispanica ed al flamenco. Un alternarsi di note struggenti e ritmate che ben hanno equilibrato il ritmo del concerto. Una contaminazione che da sempre ha contraddistinto il modo di suonare di Chick.

I rapporti tra il flamenco e il jazz, infatti, risalgono agli anni settanta, quando musicisti di flamenco, come Paco De Lucia (con cui Corea ha collaborato facendosi influenzare dal suo stile) e Pepe Habichuela, e i jazzisti, come Pedro Iturralde, accesero la fusione.  E non è un caso che Chick nel 1976 ha pubblicato “My Spanish Heart”, un disco di grande successo con cui traduceva in suono la sua passione per la musica ispanica ed il flamenco. Praticamente per tutto l’arco della carriera il pianista-compositore ha coltivato questo particolare filone contribuendo, con temi come Spain e La Fiesta, a creare un repertorio cui molti poi hanno attinto.

La band che lo ha accompagnato era formata da un ottetto e comprende due musicisti che hanno suonato in tempi diversi nei gruppi di De Lucia, il sassofonista Jorge Pardo ed il chitarrista Nino Josele. Ne fanno parte anche due fiati (Michael Rodriguez alla tromba e Steve Davis al trombone) ed una sezione ritmica con il cubano Carlitos del Puertos al contrabbasso, Marcus Gilmorealla batteria e Lusito Quintero alle percussioni. Infine, la nuova stella tra i danzatori di flamenco, Nino de los Reyes. La sua è stata una performance coinvolgente.

Chick Corea con la sua esibizione ha confermato di essere ai vertici del jazz moderno. Non c’è alcun altro modo definire un artista che ha vinto nell’arco di una carriera incredibile, cominciata nelle band elettriche di Miles Davis, ben 22 Grammy (con 63 nomination) ed è stato insignito del NEA Jazz Master, il più alto riconoscimento cui un jazzman possa ambire. Una carriera che lo ha visto, grazie ad un eclettismo che ha pochi riferimenti, muoversi con disinvoltura tra jazz straight ahead, fusion, free, musica classica. Al pianoforte o alle tastiere, Chick Corea ha dato vita a tutte le possibili formule, dalle solo piano improvisations al duo (con Herbie Hancock, Gary Burton, Bobby McFerrin, Bela Fleck, Stefano Bollani, Hiromi), dal trio alle piccole band come Origin, fino alle formazioni da camera e alle orchestre sinfoniche.

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