Vescovo Boccardo, ricostruzione ferma, situazione politica non aiuta

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Vescovo Boccardo, ricostruzione ferma, situazione politica non aiuta

“È un San Benedetto triste. A tre anni dalle prime scosse l’emergenza non è terminata, la ricostruzione è ancora lontana e la burocrazia è una macchina capace di uccidere più del terremoto”. Lo ha detto il vescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. in occasione di una conferenza stampa alla vigilia della festa liturgica del santo patrono di Norcia. “Per me – ha sottolineato – l’emergenza terminerà quando tutti saranno entrati nelle loro case e quando tutti gli edifici saranno ricostruiti”.

Famiglia siriana, marito, moglie e due figli, arriverà a Spoleto“A tre anni dal sisma le basiliche di San Benedetto e Santa Maria Argentea di Norcia sono ancora da svuotare dalle macerie e questo lo si fa fatica ad accettare. Dentro San Benedetto – ha spiegato il vescovo – siamo al terzo lotto di lavori, mentre all’interno di Santa Maria non è stata rimossa nemmeno una pietra e sotto quelle macerie ci sono ancora tante opere d’arte da recuperare”.

Per monsignor Boccardo il rischio è di andare verso “un progressivo spopolamento dei territori”. “La gente – ha concluso l’arcivescovo – è scoraggiata e accusa la fatica dopo tre anni molto duri”.

E infine: “La crisi politica in Regione e l’incertezza nazionale, con un governo che sembra in costante campagna elettorale, non aiuta la ricostruzione post sisma. Adesso comunque attendiamo dei segnali concreti anche alla luce dell’incontro che noi vescovi delle zone terremotate abbiamo avuto di recente con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si è mostrato attento alle nostre parole”.

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