Corte dei conti, sisma e ricostruzione ferma alimenta clientele e corruzione

Corte dei conti, sisma e ricostruzione ferma alimenta clientele e corruzione

Corte dei conti, sisma e ricostruzione ferma alimenta clientele e corruzione

«Con il trascorrere degli anni, sta prendendo sempre più vigore il filone investigativo riguardante le ingenti risorse stanziate per la ricostruzione delle aree dell’Italia centrale, colpite dagli eventi sismici di più di tre anni or sono». Lo ha detto, nel corso della sua relazione, alla inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, il procuratore generale, Alberto Avoli.

Pratiche clientelari e/o corruttive

Avoli ha detto che: «La ricostruzione post sisma procede con una lentezza esasperante che rischia di rendere irreversibile la sofferenza del tessuto economico e sociale e, per paradossale altro verso, irrobustire improprie prassi di veri e propri abusi, quando non anche di pratiche clientelari e/o corruttive»

Il Procuratore, davanti ad una platea costituita

Il Procuratore, davanti ad una platea costituita, fra gli altri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e dei ministri, Giuseppe Conte, ha detto che: «Malgrado la teorica disponibilità di fondi, l’edilizia pubblica è, pressoché, ferma, sono ancora non definite le progettazioni e quindi le ricostruzione i della quasi totalità degli edifici di culto e dei beni culturali».

Nel dire questo Avoli comprende, ovvio, anche la basilica di San Bendetto da Norcia, ma anche di: «Ospedali, case di riposo, sedi comunali, scuole, caserme e teatri».

Il procuratore generale della Corte dei Conti ha detto che di “cantieri neppure si intravvede una speranza di imminente avvio. Risultati apprezzabili – ha detto – si registrano unicamente nel ripristino della rete viaria“.

«La ricostruzione dell’edilizia privata – ha detto ancora – procede a ritmi ancora più lenti a causa di procedure macchinose, garantisce della legittimità formale, di fatto presupposto per infiniti sprechi  (ad esempio nel campo dei sussidi per autonome sistemazioni che, onerosissimi, si dilatano e si consolidano nel tempo».

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