Ater Umbria, 20 milioni di investimenti per migliorare diecimila unità abitative

Ater Umbria, 20 milioni di investimenti per migliorare diecimila unità abitative

di Rossano Pastura
“L’ATER Umbria (Azienda territoriale per l’Edilizia Residenziale), azienda unica regionale è il frutto dalla fusione delle due Aziende provinciali nel 2011, possiede quasi 10 mila unità immobiliari in proprietà, di cui il 90% è rappresentato da alloggi a canone sociale o concordato con un bacino di oltre 25 mila persone”. Sono questi alcuni dei numeri che l’Architetto Alessandro Almadori, Presidente di ATER ha illustrato nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Terni, presso i locali dell’ex Caserma della milizia, nella zona dell’Ospedale Santa Maria di Terni.

Nel corso della conferenza stampa Almadori ha tracciato i dati relativi all’annualità appena conclusa e, con l’occasione,ha voluto ripercorrere quanto fatto dall’attuale CDA nell’ultimo quinquennio nonché un resoconto della decennale esperienza come Presidente di ATER Umbria.

“Nel corso di questo periodo – ha aggiunto Almadori – sono stati eseguiti o appaltati lavori per circa 20 milioni di euro, intervenendo su oltre 1500 alloggi, alcuni da tempo dichiarati non disponibili per l’assegnazione”.

“Dopo aver superato la fase della unificazione, in questi anni la priorità è stata quella di portare ad un buon livello manutentivo il patrimonio edilizio che, a parte alcuni casi isolati ultracentenari, si riferisce nella sua quasi totalità agli anni 70-80 quale derivazione degli immobili ex IACP. Riqualificazione non solo edilizia ma anche energetica, che ha consentito a questo cospicuo patrimonio di migliorarsi e apprezzarsi sul mercato” ha spiegato il Presidente.

Scelta strategica, resa necessaria anche alla luce di modifiche normative che hanno visto trasformarsi in aziende gli Enti pubblici per l’edilizia popolare, con la soppressione di qualsiasi forma strutturale e programmata di finanziamenti.

“Le risorse economiche per poter effettuare questi interventi, derivano in gran parte da finanziamenti europei POR FESR che già dalla programmazione 2007-2013 prevedevano interventi sugli alloggi sociali, dai fondi di cui alla L.80/2014 ma soprattutto dalle economie ricavate dalla programmazione dei finanziamenti POA e dagli utili dell’Azienda – ha continuato Almadori.

Il presidente di ATER Umbria ha poi illustrato gli interventi non strettamente legati all’edilizia sociale che hanno consentito di realizzare alcune caserme dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ristrutturare l’attuale sede della Procura della Repubblica, valorizzare la Torre degli Sciri a Perugia, garantendo una abitazione a 12 giovani coppie, programmare interventi analoghi quali il restauro dell’ex Convento in via Manassei a Terni, lo studentato di Monteluce locato all’ADiSU, solo per citare quelli più significativi anche come rigenerazione dei centri storici.

“La fotografia che si ricava – ha voluto precisare Almadori – è quella di un’Azienda pubblica solida e in salute che però deve fare i conti la mancanza di una politica nazionale di investimenti nel settore per nuove iniziative”.

Almadori ha voluto anche spiegare il motivo della scelta del luogo della conferenza stampa: “Uno stabile destinato alla ricerca biomedica la cui programmazione e pianificazione risale a prima di questa Presidenza, ma per il quale in questi dieci anni sono stati profusi tutti gli sforzi possibili per la sua valorizzazione anche in relazione con le mutate esigenze della Azienda Ospedaliera. Un patrimonio per la Città di Terni, per la Regione Umbria, la cui bellezza e funzionalità sono palesi, a cui va dato al più presto un utilizzo meritevole delle risorse investite per la sua realizzazione. Vogliamo con questo stimolare tutti i soggetti che congiuntamente con ATER hanno pianificato tale intervento affinché si facciano carico di gestire questa struttura”.

“L’augurio e l’invito – ha concluso Almadori, il cui mandato scadrà tra pochi giorni – al nuovo management di ATER Umbria è quello di affrontare nei primi giorni di lavoro,le problematiche relative a questo edificio. Un ulteriore ritardo nell’affrontare il problema costituirebbe un’ingente perdita per tutta la collettività umbra e per i suoi cittadini che può essere scongiurata attraverso un lavoro di squadra con la Regione Umbria econ l’azienda Ospedaliera di Terni”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*