Approvato l’atto per riportare i beni archeologici di Terni esposti altrove

 
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Approvato l'atto per riportare i beni archeologici di Terni esposti altrove

Approvato l’atto per riportare i beni archeologici di Terni esposti altrove

da Michele Rossi
Soddisfazione nel complesso per l’esito positivo dell’atto che ho presentato per far tornare quei preziosi gioielli rinvenuti nella città di Terni ed esposti in altri musei a partire da alcuni esempi concreti come il Telamone e i resti dell’antica necropoli dell’acciaieria e dell’area ex Alterocca (quest’ultima inserita nell’atto con un emendamento del gruppo della Lega)

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Rimane il rammarico della mancata unitarietà di tutto il Consiglio su di un atto che non credevo non potesse trovare fronte comune. Le eccezioni per non votarlo si sono mosse attorno alla specificità dell’atto (riporta tre casi concreti) a fronte di una battaglia che a detta di qualcuno debba riguardare tutti i beni di Terni esposti altrove (Certo ma è sicuramente impossibile rivendicarli e riaverli tutti!) e all’inadeguatezza attuale dei nostri luoghi museali (è vero gli spazi ad oggi non sono nemmeno assicurati!), fino ad eccezioni di tipo politico sul sottoscritto proponente, reo di volersi intestare la battaglia con post su facebook; fino ad arrivare ad ascoltare le argomentazioni demagogiche di chi ha sostenuto che l’atto e la relativa lunga discussione su di una statua (il Telamone … qualcuno continua a chiamarlo Talamone – come la bellissima località della costa tirrenica nel grossetano! ahahhahaha) togliesse tempo utile al Consiglio per discutere su problemi ben più importanti.  Varie sono state le richieste di riportare l’atto in Commissione.

Mi sono battuto con la mia stessa maggioranza perchè l’atto fosse votato così come presentato.Non certo per intestarmi una battaglia che ha forza solo se sostenuta da molti ma solo perchè concentrarsi su dei reperti precisi ci potrebbe permettere più facilmente il raggiungimento del risultato sperato ed aprire una stagione di giusta considerazione e rispetto del nostro territorio anche su questi temi, al contrario di un atto che rivendichi genericamente chissà quali beni non meglio specificati. Mi sono travato d’accordo sulla proposta di impegnare l’apposita commissione consiliare su un più possibile completo lavoro di “censimento” dei nostri beni esposti o conservati altrove, ma si tratta di altro, rispetto a quanto ho portato in discussione.

Considero l’atto presentato un punto di partenza, una rivoluzione culturale che non può che trovare forza se non muovendosi da queste rivendicazioni concrete. Una volontà politica che supporta poi anche l’impegno già avviato da parte dell’esecutivo (ascoltato dalle parole del Vice Sindaco Giuli che ha dichiarato di aver già avviato un confronto con la Soprintendenza anche su questi temi).

Certamente esistono chissà quanti altri beni di cui è stato depredato il nostro territorio in tanti anni ma si dovrà pur partire da qualcosa di concreto ed è giusto partire dai “pezzi forti” e quelli citati nell’atto sono certamente i più significativi. L’atto è stato approvato con i voti della maggioranza più il voto del Consigliere Paolo Angeletti, che ringrazio, non è certo la prima volta, per la correttezza, l’autonomia e l’obiettività che ogni volta esprime in consiglio (“voto gli atti che ritengo giusti per la città indipendentemente se il proponente è della minoranza o della maggioranza”), astenuti i consiglieri del PD, contrari i consiglieri del M5S.

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