Gianfranco Sciscione presenta Il grande sogno all’Oasi dei Libri
A cura di Ilaria Solazzo
Terza edizione dell’Oasi dei Libri, rassegna culturale organizzata dal politologo Luigi Tivelli, scrittore e Presidente dell’Academy di cultura e politica Giovanni Spadolini. L’anteprima istituzionale della rassegna, che durerà tutta l’estate, si è svolta nella suggestiva cornice dell’Oasi di Kufra di Sabaudia. Ospite d’eccezione il Presidente della Consob Paolo Savona, che ha presentato il suo ultimo libro “Chi ha cambiato il Mondo”. I lavori sono stati aperti dal Prefetto di Latina, la dottoressa Vittoria Ciaramella.
Tivelli, oltre a illustrare il calendario e i temi portanti della rassegna, ha anche parlato del suo libro “I segreti del potere”. Al tavolo dei relatori, tra gli altri, Alessio Gallicola, vicedirettore de Il Tempo, e Gianfranco Polillo, già sottosegretario all’Economia.
Tra i protagonisti più attesi della rassegna figura l’imprenditore Gianfranco Sciscione, che venerdì 1° agosto presenterà il libro “Il grande sogno”, scritto a quattro mani con Pier Maria Cecchini. Un’opera che racconta non solo un percorso imprenditoriale, ma anche un ideale, una visione di crescita e di cambiamento.
La rassegna L’Oasi dei libri prenderà ufficialmente il via il 12 luglio con Gaetano Quagliarello, che proporrà un viaggio nella storia d’Italia attraverso 12 romanzi fondamentali.
Intervista a Gianfranco Sciscione
12 domande per scoprire l’anima dietro “Il grande sogno”
Il 1° agosto presenterà il libro “Il grande sogno” all’interno della rassegna Oasi dei libri. Cosa rappresenta per lei questo appuntamento?
È un’occasione molto importante, non solo per presentare il nostro lavoro, ma anche per condividere un’esperienza personale e collettiva con un pubblico appassionato di cultura. L’Oasi dei libri è una rassegna prestigiosa, e sono onorato di farne parte.
Ci racconta com’è nato “Il grande sogno”?
Il libro nasce da un confronto continuo con Pier Maria Cecchini sul senso del fare impresa oggi, sul rapporto tra visione e realtà, e sull’idea che ogni progetto, piccolo o grande che sia, parte sempre da un sogno. Da lì il titolo.
Quanto di autobiografico c’è nel libro?
Molto. Anche se non è un’autobiografia classica, i riferimenti alla mia esperienza imprenditoriale, al territorio e alle sfide affrontate nel tempo sono presenti in ogni pagina.
Il sogno di cui parla nel libro è solo professionale o anche sociale?
È entrambe le cose. Un’impresa non può prescindere dal contesto sociale in cui opera. Il “grande sogno” è anche quello di creare valore per la comunità, lasciare un segno, costruire opportunità.
In che modo la scrittura ha arricchito il suo percorso?
Scrivere costringe a riflettere, a fermarsi, a dare un ordine ai pensieri. È stato un esercizio di consapevolezza che mi ha aiutato a capire meglio anche le scelte fatte nel passato.
Qual è il messaggio principale che spera arrivi ai lettori?
Che i sogni non sono solo per i visionari o per i giovani. Ogni età, ogni stagione della vita ha i suoi sogni. E che la determinazione e il lavoro possono trasformarli in realtà.
Qual è stato il contributo di Pier Maria Cecchini nella stesura del libro?
Pier Maria ha dato forma narrativa ai contenuti. È un grande scrittore, e con lui il racconto ha acquisito profondità, equilibrio e un linguaggio accessibile ma mai banale.
Cosa l’ha spinta a partecipare a una rassegna culturale come questa?
Credo nel valore della cultura come motore di crescita. Spesso si separa il mondo dell’impresa da quello della cultura, ma in realtà sono profondamente legati. La cultura aiuta a fare impresa con etica, visione e responsabilità.
C’è un pubblico particolare a cui si rivolge il libro?
A chiunque abbia un progetto nel cuore, un’idea nel cassetto, o semplicemente voglia leggere una storia vera di coraggio e perseveranza. È un libro per chi non si arrende.
Dopo questa presentazione, ci sono altri progetti editoriali all’orizzonte?
Al momento mi sto godendo il percorso di questo libro. Ma non escludo di continuare a scrivere. Raccontare è anche un modo per restituire qualcosa di ciò che si è ricevuto nella vita.
In tre parole, come descriverebbe “Il grande sogno”?
Autenticità, passione, futuro.
Ascoltare Gianfranco Sciscione non è solo un atto giornalistico, ma un’esperienza di ascolto umano. Le sue parole non inseguono frasi ad effetto: parlano piano, con concretezza. C’è un’Italia che costruisce in silenzio, che sogna e realizza, spesso lontano dai riflettori. Il grande sogno è, prima di tutto, un invito a credere nella forza delle idee, anche quando sembrano fuori tempo. E forse è proprio questo che rende il sogno ancora più grande: la capacità di restare vivi in un mondo che spesso smette di sperare. Venerdì 1° agosto, all’Oasi di Kufra, quel sogno prenderà voce.

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