Stadio-clinica a Terni stop della Regione Umbria al progetto

Stadio-clinica a Terni stop della Regione Umbria al progetto
foto repertorio

Questo blocco degli uffici regionali frena i piani di Terni

Lo stop della Regione Umbria al progetto di Terni

Stadio-clinica a Terni – La Direzione regionale della sanità ha congelato la procedura per il rilascio del parere di compatibilità relativo alla costruzione della nuova clinica privata a Terni. La decisione blocca momentaneamente l’ambizioso progetto della Stadium Spa, società legata alla Ternana Calcio, attualmente in liquidazione giudiziale. Gli uffici di Perugia hanno chiarito che l’istanza non potrà ricevere il via libera definitivo finché la pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria non diventerà irrevocabile. Di conseguenza, l’iter amministrativo subisce una battuta d’arresto che sposta in avanti i tempi per l’avvio dei cantieri.

Il nodo burocratico e la richiesta del Comune

La vicenda ha subito un’accelerazione lo scorso 28 aprile 2026, quando l’amministrazione comunale di Terni ha trasmesso formalmente alla Regione la richiesta per ottenere il parere di compatibilità istituzionale. Il piano prevede la realizzazione di una struttura sanitaria privata dotata di 122 posti letto, un elemento cardine per la sostenibilità economica dell’intero progetto integrato dello stadio cittadino. Recentemente, gli uffici municipali hanno sollecitato una risposta rapida, chiedendo l’emissione del provvedimento entro un termine di dieci giorni. Tuttavia, la risposta dei tecnici regionali è stata netta, confermando l’impossibilità di procedere in tempi così brevi a causa dei vincoli legali ancora pendenti.

La pendenza giuridica e la sentenza del Tar

La motivazione principale del diniego temporaneo risiede nello stato giuridico della controversia. I medesimi posti letto richiesti per la nuova clinica sono infatti al centro di un complesso contenzioso amministrativo. La sentenza del Tar dell’Umbria, pubblicata il 24 marzo 2026, non è ancora passata in giudicato e la questione rimane formalmente sub iudice. Secondo quanto specificato dalle autorità regionali, l’espletamento della procedura di competenza potrà essere riattivato soltanto nel momento in cui il verdetto dei giudici diventerà definitivo, escludendo qualsiasi possibilità di interventi anticipati o deroghe alla normativa vigente.

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