Parco eolico Phobos: Regione Umbria scrive a Roma per il fermo

Parco eolico Phobos: Regione Umbria scrive a Roma per il fermo

Lettera della giunta da Perugia per salvare Orvieto e dintorni

🛑 La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti si rivolge direttamente a Giorgia Meloni sollecitando l’immediato annullamento del parco eolico Phobos. L’istanza istituzionale intende difendere Orvieto dopo il voto unanime espresso in Assemblea.

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Perugia, 23 luglio 2026 – La presidente della giunta umbra, Stefania Proietti, ha preso l’iniziativa ufficiale di inviare una missiva indirizzata al capo dell’esecutivo nazionale, Giorgia Meloni. Al centro del documento si trova la complessa vicenda legata alla realizzazione dell’infrastruttura energetica denominata parco eolico Phobos, come riporta l’Agenzia Umbria Notizie Regione Umbria.
Questo passo istituzionale nasce in seguito a una precisa determinazione di natura politica e amministrativa. Nello specifico, l’atto fa seguito a un mandato ricevuto in forma unanime da parte dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, che si è espressa compattamente durante la seduta svoltasi il 9 luglio scorso. In tale circostanza, tutti i rappresentanti presenti in aula hanno votato a favore di una mozione mirata alla salvaguardia del patrimonio locale. L’obiettivo esplicito della lettera consiste nel richiedere un intervento diretto del vertice governativo per bloccare in modo definitivo lo sviluppo dei progetti industriali previsti per l’Altopiano dell’Alfina, includendo specificamente i territori comunali di Castel Giorgio e di Orvieto.

Nella sua argomentazione, la rappresentante umbra evidenzia l’esistenza di una profonda convergenza di intenti che supera le ordinarie divisioni tra le diverse forze politiche. Tale visione condivisa si focalizza sulla necessità prioritaria di proteggere l’integrità e la straordinaria rilevanza paesaggistica del territorio regionale. La lettera sottolinea come l’Umbria sia la terra d’origine di figure spirituali e storiche centrali per l’identità nazionale ed europea, quali San Francesco, patrono d’Italia, e San Benedetto, patrono d’Europa. Di conseguenza, queste radici culturali millenarie rappresentano il fondamento stesso su cui si poggia la richiesta di tutela. L’istanza si concentra in particolar modo sulla salvaguardia della città di Orvieto e sull’ambiente circostante, richiamando la configurazione storica dell’antica Volsinii, un patrimonio visuale e storico ereditato direttamente dall’epoca etrusca e giunto fino ai giorni nostri.

Esaminando gli aspetti più propriamente amministrativi della vicenda, la presidente Proietti ha formulato una richiesta precisa al premier per l’apertura immediata di un formale procedimento di riesame. L’azione amministrativa auspicata mira all’annullamento o alla revoca, tramite l’istituto dell’autotutela da parte del governo, della precedente deliberazione del Consiglio dei Ministri numero 41, risalente al 27 giugno 2023. Quel provvedimento esecutivo aveva espresso una valutazione positiva circa la compatibilità ambientale delle installazioni eoliche nei territori di Orvieto e Castel Giorgio, superando di fatto i pareri contrari e motivati che erano stati sollevati dal Ministero della Cultura. Pertanto, la nuova iniziativa intende ribaltare quell’orientamento valorizzando i mutamenti del quadro programmatico.

La richiesta di riesame trova un solido punto d’appoggio nel recente mutamento dell’orientamento amministrativo regionale. Infatti, mentre l’atto governativo del 2023 assegnava una priorità assoluta alle esigenze di approvvigionamento energetico nazionale, una deliberazione della giunta regionale datata 10 giugno 2026 ha introdotto un nuovo indirizzo. Questo provvedimento ha revocato in via di autotutela l’autorizzazione per un impianto eolico a Viterbo, sancendo il principio giuridico secondo cui le installazioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili non possono comportare il sacrificio del panorama e dei beni culturali in contesti territoriali già saturi. Facendo leva sulla discrezionalità politica e sui poteri di alta amministrazione che competono all’esecutivo statale, la presidente si appella al premier per ripristinare un corretto equilibrio tra le diverse istanze pubbliche in gioco. La finalità dichiarata è quella di scongiurare un danneggiamento permanente e irreversibile delle vallate umbre. A nome dell’intera comunità e della giunta, viene invocata l’attivazione dei poteri previsti dagli articoli 21-nonies e 21-quinquies della legge 241 del 1990. Infine, come misura temporanea in attesa degli sviluppi istruttori, Proietti propone la convocazione di un tavolo istituzionale d’urgenza a Roma, volto a coordinare l’azione congiunta dello Stato e della Regione.

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