Niente da fare per il Perugia che perde a Ravenna 3 a 2

Perugia fuori dai playoff, analisi amara del tecnico Cangelosi

Niente da fare per il Perugia che perde a Ravenna 3 a 2

di Gianluca Drusian
Non c’è più 4-3-3 che tenga. Il Perugia continua a non essere squadra nonostante abbia avuto una grande possibilità di poter vincere la partita.

Neanche un vantaggio di due reti costruito con i goal di Kanoutè al 6’ e Matos al 41’ sono bastati per mettere al sicuro un risultato ed un prestazione iniziale (quella dei primi 40’) che era sembrata finalmente all’altezza.

Stava giocando bene addirittura Matos, bene Giunti nella veste di assist-man, bene Ogunseye davvero una forte presenza che ha fatto ma soprattutto date sportellate a tutti in difesa avversaria e bene Tumbarello con Kanoutè così come bene tutta la difesa anche con Giraudo pronto a spingere e recuperare palle su palle.

E’ però successo tutto dopo. A pochi minuti dal termine del primo tempo, al 44’, un errore tra centrocampo assente nel fare filtro (criticità cronica in un centrocampo composto da due giovanissimi ed il solo Tumbarello a schermare e correre in avanti) ed una difesa costretta come conseguenza a scomporsi con Dell’Orco costretto ad uscire lontano dalla propria linea, è arrivata la rete di Spini con un tiro neanche potentissimo che ha sorpreso Gemello e che ha riaperto la gara e le speranze del Ravenna.

Ravenna che, visto nella seconda frazione di gioco, è sembrato tutt’altra squadra rispetto a quello dell’inizio gara con centrocampisti scatenati nel costruire e nell’entrare in area di rigore (Tenkorang ha segnato il sesto goal su 5 gare), attaccanti pronti a diventare pericolosi (soprattutto il subentrato Zagre) ed esterni difensivi a correre a tutta fascia con Donati a segno con un gran goal al 61’.

Seconda frazione di gioco nella quale il Perugia non è riuscito ad uscire dalla propria tre quarti di campo costretto a fare da sparring partner e prendere pugni in faccia senza opporre la minima resistenza.

Conseguenza logica è stato prima il pareggio di Donati che segue tante situazioni da rete sprecate dal Ravenna e poi il tre a due di Tenkorang che ha messo definitivamente le ali ai piedi di un gruppo di giocatori che hanno messo sul campo la voglia, la determinazione giusta per arrivare a fare i tre punti.

Quella voglia che, evidentemente manca al team biancorosso che il mister Cangelosi traduce in mancanza di fiducia in se stessi e paura tanto da diventare impedimento bloccante le gambe a tutti i giocatori.

Con molta probabilità, la mancanza di tranquillità sarà anche un fattore importante all’interno di un gruppo ma, gli episodi tutti negativi, si continuano a manifestare con troppa facilità e la classifica, dopo cinque giornate, dice che il Perugia è tra le ultime tre squadre del campionato.

Ripartire dai primi quaranta minuti può essere un riferimento importante per poter guardare avanti ma soprattutto guardare agli errori odierni (come quelli fatti nelle altre partite) può diventare necessario a patto che anche le scelte del mister possano diventare decisive.

Infatti, se le scelte iniziali (con Matos in campo insieme finalmente ad Ogunseye e Kanoutè e con Calapai e Migeilatis in difesa) di Cangelosi erano apparse ancora una volta discutibili ma vincenti, quelle fatte anzi gestite in ritardo nel secondo tempo sono risultate disastrose.

Già dopo una decina di minuti di gioco si era visto che il Ravenna era rientrato in campo con una foga ed una grinta da vendere ed aveva subito costruito una palla rete con Zagre ed altre situazioni ma poi, al 53’ i due cambi fatti dal mister sono apparsi incomprensibili.

Dentro Montevago per Ogunseye e Bacchin per Kanoutè. Ovvero stesso schema tattico soltanto cambi nei nomi degli interpreti. Incredibile ma se la squadra si trovava schiacciata in difesa l’unico reparto che doveva essere rinforzato non doveva essere il centrocampo? Evidentemente non tutti la vediamo allo stesso modo.

Fatto sta che il Ravenna, dopo il vantaggio ha avuto altre palle per arrotondare mentre il Perugia si è reso pericoloso solo con un tiro da lontano di Tumbarello il quale, ad oggi, sembra essere l’unico centrocampista attorno al quale si dovrebbe costruire un nuovo centrocampo composto magari anche da tutti e due i giovani di belle speranze ma maggiormente coperto e pronto ad aiutare la nostra difesa (oltre che l’attacco).

C’è ancora tanto tempo ma ci sono due partite da disputare la prossima settimana. Partite nelle quali il Perugia parte da terzultimo in classifica, magra davvero magra consolazione per un altro campionato che doveva essere di transizione sì ma non con discesa verso il basso.

PROMOSSI: Ogunseye (è stato tolto nel secondo tempo con giustificazione del mister legata alla stanchezza che non riesco a capire perché la sua forza, il suo fisico, il suo lavoro in avanti è risultato molto produttivo con una rete segnata ed annullata dal direttore di gara).

Megelaitis (oggi al centro della difesa ma con i piedi che ha sarebbe meglio farlo giocare a centrocampo).

Kanoute (ha segnato il goal del vantaggio e si da sempre molto da fare nonostante qualche errore di troppo di tecnica individuale).

Matos (quello del primo tempo con tanto di goal ma, durante la sosta tra primo e secondo tempo poteva essere tolto per lasciare spazio ad un centrocampista).

BOCCIATI: Cangelosi (a questo punto si può pensare che sia entrato un po’ in confusione tra cambi e squadra che prova anche a giocare ma che poi affonda fino in fondo alla classifica).

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