Roberto Sabatini racconta i valori e la storia della scuola
Il Sakura Judo di Ponte San Giovanni ha preso parte alla Festa Grossa di Collestrada, esibendosi davanti al pubblico nella serata di sabato 16 agosto. A parlare dell’esperienza e della lunga storia della palestra è stato il fondatore e maestro Roberto Sabatini, che ha ricordato i traguardi raggiunti e i principi che guidano l’attività della scuola.
Sabatini ha sottolineato come il Sakura rappresenti un punto di riferimento ormai storico: l’attuale stagione, infatti, segna il quarantatreesimo anno consecutivo di apertura, confermando la solidità di un progetto nato diversi decenni fa e che continua a mantenere vitalità e seguito. Il maestro ha spiegato che, nel tempo, la qualità dell’insegnamento e l’attenzione ai praticanti non solo si sono consolidate, ma sono anche migliorate grazie a un lavoro continuo sulla formazione e sulla trasmissione dei valori del Judo.
Un ruolo fondamentale nella crescita di questa disciplina in Umbria, e in Italia più in generale, viene attribuito da Sabatini alla figura di Ernesto Giaverina. Descritto come il “maestro dei maestri”, Giaverina è stato un punto di riferimento per intere generazioni di judoka, non solo per la competenza tecnica, ma soprattutto per la capacità di insegnare il rispetto reciproco e la giusta attitudine nei rapporti umani.
Tra i principi cardine del Judo, Sabatini ha richiamato il concetto di Jitakyoei, ossia la crescita condivisa a beneficio della collettività. Un’idea che contrasta con la visione distorta spesso attribuita alle arti marziali, talvolta associate alla violenza o a forme di prevaricazione come il bullismo.
Secondo il maestro, la vera essenza della disciplina risiede invece nel controllo di sé, nel rispetto degli altri e nella possibilità di sviluppare, attraverso il confronto fisico regolato, una personalità equilibrata e consapevole.
Il Judo, in quanto disciplina giapponese, si è radicato in Italia con una naturalezza sorprendente, integrandosi bene nel tessuto sportivo nazionale. Sabatini ha però ricordato come nel tempo non siano mancate contaminazioni con altri stili di combattimento, a volte tali da snaturare lo spirito originario delle arti marziali. Ciò nonostante, la diffusione del Judo ha contribuito in maniera significativa alla crescita sportiva del Paese, sia sul piano educativo che su quello agonistico.
Un aspetto messo in rilievo è il ruolo crescente delle donne nel panorama del Judo internazionale. Sabatini ha evidenziato come, rispetto al passato, la presenza femminile stia assumendo un peso sempre più rilevante, colmando un vuoto che per lungo tempo aveva caratterizzato gli sport di contatto. Nomi come quelli di Assunta Scutto, Odette Giuffrida e Alice Bellandi testimoniano i successi di una nazionale capace di imporsi ai massimi livelli mondiali, contribuendo a ridefinire l’immagine stessa della disciplina.
Sul fronte dell’età di accesso, Sabatini ha spiegato che l’avvicinamento al Judo è consigliabile a partire dagli anni della scuola primaria. Si tratta infatti di una pratica che, pur svolgendosi in un contesto educativo, comporta un contatto fisico costante e dunque richiede un grado minimo di attenzione e di maturità. L’obiettivo, secondo il maestro, non è soltanto l’apprendimento tecnico, ma anche la capacità di seguire le indicazioni, costruire rapporti di amicizia e vivere il tatami come un luogo di crescita personale oltre che sportiva.
Il Judo, ha ricordato Sabatini, non è un’attività che si esaurisce con l’età giovanile, ma può accompagnare i praticanti lungo l’intero arco della vita. Ciò che conta è la predisposizione a mettersi in gioco con disciplina e rispetto, elementi imprescindibili per un percorso che non mira unicamente al risultato agonistico, ma a un equilibrio complessivo della persona.
Particolare attenzione è stata posta anche all’importanza del Judo nell’ambito della formazione femminile, soprattutto in una fase storica segnata da gravi episodi di violenza sulle donne. Sabatini ha spiegato che la preparazione marziale non deve essere intesa come una garanzia di invulnerabilità, né come l’apprendimento di tecniche “risolutive” in caso di aggressione.
Piuttosto, l’allenamento contribuisce a sviluppare sicurezza interiore, prontezza mentale e capacità di reagire con lucidità in situazioni di difficoltà. Le tecniche hanno valore, ma la priorità è la costruzione di una presenza di spirito che permetta alle praticanti di affrontare contesti complessi con maggiore consapevolezza.
Il Sakura Judo di Ponte San Giovanni, con oltre quattro decenni di attività, continua quindi a essere una realtà capace di coniugare tradizione e rinnovamento, educazione e sport, tecnica e valori. La sua presenza alla Festa Grossa di Collestrada ha rappresentato non solo un momento di spettacolo, ma anche un’occasione per ribadire il senso profondo di una disciplina che, al di là della dimensione agonistica, si propone come strumento di crescita collettiva e personale.


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