Il progetto per il nuovo stadio Renato Curi di Perugia sembra non reggere

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Il progetto per il nuovo stadio Renato Curi di Perugia sembra non reggere

Il progetto per il nuovo stadio Renato Curi di Perugia sembra non reggere. I partiti che governano la città, durante un rapido consiglio comunale e un vertice di maggioranza, hanno ascoltato direttamente i dubbi espressi dai tecnici incaricati dell’analisi del progetto. Il responsabile del procedimento, Paolo Felici, ha illustrato le criticità emerse dalle relazioni dei tecnici, compresi quelli del settore finanziario del Comune. A riportare la notizia sono i quotidiani di oggi della carta stampata.

Il progetto presentato dall’Arena Curi Srl, dalle relazioni dei tecnici, mostrerebbe “grosse criticità dal punto di vista patrimoniale”. Il piano economico finanziario per un investimento di 70 milioni di euro – scrivono – non garantirebbe adeguate sicurezze finanziarie. Inoltre, il finanziamento del Comune di 11 milioni di euro da coprire nei primi tre anni dell’investimento pubblico-privato avrebbe un impatto significativo sui conti comunali.

Questo aspetto ha sollevato perplessità tra i consiglieri di diversi partiti, tra cui Progetto Perugia, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno espresso dubbi sul progetto e sulla sua sostenibilità.

Il rapporto con la multinazionale Asm Global, è emerso, sarebbe un’intesa senza un contratto definitivo, da concretizzarsi solo dopo la realizzazione dell’opera. Inoltre, si è scoperto che il 40% della quota della società Arena Curi Srl sarebbe in mano a un’impresa inattiva, sollevando ulteriori interrogativi sulle basi finanziarie del progetto.

Tra i dubbi espressi dai consiglieri, vi è la preoccupazione che il Perugia Calcio debba giocare altrove per almeno due anni durante i lavori, con Gubbio come possibile sede temporanea. Sorgono anche interrogativi sui costi relativi all’affitto della parte sportiva. Alcuni consiglieri hanno sottolineato che, considerando i diecimila metri quadrati destinati alle attività commerciali, sarebbe stato necessario fare altri calcoli. Inoltre, la viabilità proposta, con soli tre rotatorie, è stata giudicata inadeguata per gestire un intervento di tale portata. La decisione finale ora spetta alla giunta comunale.

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