Grifo piange Domenico Pucciarini Mimmo capo della curva nord
Grifo piange Domenico Pucciarini – Alla fine di un lungo percorso di malattia, il primo giorno dell’anno quasi a voler salutare tutti e tutto dall’alto, in piedi sulla sua balaustra dietro alla porta della nord, Domenico Pucciarini, leader storico della curva nord se ne è andato.
di Gianluca Drusian
Per anni, dal lontano 1978, anno in cui è stato tra i fondatori del gruppo storico della tifoseria biancorossa, “Mimmo” ha condiviso tutta la sua vita con quella del Perugia calcio.
In una intervista fatta anni fa per una televisione locale, il “Capo” motivava questo suo amore per la squadra ma, soprattutto, per lo striscione, sostenendo che, in fondo, si trattava dello stesso amore che si poteva provare per una donna.
Soltanto che, per Mimmo, la sua donna è stata il Perugia Calcio.
Dal 1978 in poi, passando per tutte le vicissitudini legate anche alle difficoltà di portare in giro per l’Italia uno striscione con un nome che dava fastidio, intervallate anche da cambi di nome come “sezione biancorossa 5 novembre” e “sezione ultrà curva nord” fino alla esposizione dello striscione in caratteri cirillici, Mimmo c’è stato sempre.
Nel bene e nel male aveva parole benevole per tutti, presidenti, direttori sportivi, giocatori e addetti ai lavori. Il suo attaccamento con il presidente Ghini ma anche con Gaucci sono stati i momenti più intensi della sua vita accanto al Perugia.
E, per generazioni di ragazzi, il Capo è stato un pò il padre anche di quegli sbandati che avrebbero potuto finire male in situazioni difficili cercando anche con forza di smorzare sul nascere ogni tentativo di violenza inutile dentro e fuori dallo stadio.
Per lui non esisteva che seguire il Perugia e
lo ha fatto fino a quando le forze glielo hanno permesso
Tutti in città hanno avuto modo di conoscerlo. Lo si vedeva passare ovunque con la sua vespina distrutta in giro per la città e lo si poteva incontrare al bar Turreno, agli inizi degli anno 80, discutere anche con quelli della salotto buono della città.
C’era quando si prendevano i nomi per andare alla trasferte degli anni 80 sotto l’orologio in via dei Priori e quando si dovevano organizzare le carovane per ogni parte dell’Italia ed all’estero.
SOGNI DI GLORIA FREGHI!…… questa, indiscussa, la sua frase più celebre.
La sua morte arriva a pochi giorni da quella di Carlo Giulietti, altro storici rappresentante della tifoseria perugina.

Commenta per primo