Proporremo piano a favore nuclei familiari più fragili, propone la Lega

 
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Proporremo piano a favore nuclei familiari più fragili, propone la Lega

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“Tramite l’assessore Luca Coletto proporremo alla Giunta regionale un primo sostanzioso piano di misure a beneficio dei nuclei familiari più fragili per il sostegno alimentare, il pagamento di utenze e l’acquisto di medicinali”. Lo annuncia il gruppo dei consiglieri regionali della Lega Umbria (Pastorelli-capogruppo, Carissimi, Fioroni, Mancini, Melasecche, Nicchi, Peppucci, Rondini).

I Consiglieri regionali del Carroccio assicurano di aver pensato, inoltre “alle situazioni di maggiore difficoltà legate alla disabilità e alla non autosufficienza, proponendo all’Esecutivo di integrare, con fondi propri, il supporto all’assistenza domiciliare, nonché di sostenere l’acquisto di strumenti per le attività socio educative e didattiche”.

IN SINTESI
I consiglieri regionali della Lega Umbria proporranno alla Giunta regionale, “tramite l’assessore Luca Coletto, un primo sostanzioso piano di misure a beneficio dei nuclei familiari più fragili per il sostegno alimentare, il pagamento di utenze e l’acquisto di medicinali”. I Consiglieri regionali del Carroccio assicurano di aver pensato, inoltre “alle situazioni di maggiore difficoltà legate alla disabilità e alla non autosufficienza.

“Oltre a ciò – aggiungono -, per venire incontro alle necessità di chi lavora, si è pensato di dare contributi e implementare le strutture per l’attività dei minori, sempre nel rispetto delle misure di contenimento del virus”.

I consiglieri leghisti spiegano che “questo è il primo pacchetto di proposte a cui ne seguiranno presto altre, anche in considerazione della pressoché totale indifferenza da parte del Governo nazionale nei confronti della famiglia, tradotta nell’assenza di misure adeguate all’interno del pacchetto Cura Italia”.

“Negli ultimi anni, a causa della crisi economica che ha colpito il nostro paese – spiegano i consiglieri della maggioranza – i dati che vengono diffusi rappresentano realtà sociali in cui il numero di poveri è aumentato in maniera considerevole. Anche l’Umbria è stata travolta dalla crisi incipiente registrando nel 2018 ben 110mila persone a rischio povertà e quasi 20mila in deprivazione materiale”.

“Quando si parla di povertà – puntualizzano -, non ci si riferisce solo alla povertà reddituale o alimentare, sanitaria, educativa, ma anche ‘umana’, laddove le reti sociali informali vacillano e le solitudini incalzano, lasciando nell’invisibilità persone e bisogni vecchi e nuovi”.

“La famiglia – aggiungono – è il principale ‘incubatore’ di solidarietà e di valore civico. È la rete primaria che accoglie i bisogni di ogni persona, le altre reti intervengono solo in via sussidiaria, quando le famiglie non riescono ad essere il primo ammortizzatore sociale dei bisogni. Il covid19 – concludono – ha lasciato ferite profonde in molte famiglie già vulnerabili e ha creato bisogni nuovi in nuclei che vivevano una precaria stabilità”.

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