Parità di genere: solo 1 azienda su 6 vede alla guida una donna

Parità di genere: solo 1 azienda su 6 vede alla guida una donna

Parità di genere: solo 1 azienda su 6 vede alla guida una donna

L’Italia non brilla in Europa per occupazione e imprenditoria femminile. Per non parlare dell’accesso a cariche istituzionali rispetto ai colleghi di sesso maschile. Criticità che la pandemia ha contribuito ad acuire in maniera determinante.


di Federico Maselli


Nella Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, l’Unicusano realizza una nuova infografica riportando numeri e statistiche sulle donne impegnate in politica, nel mondo del lavoro e sull’uguaglianza di genere. Con risultati spesso spiazzanti. Perché, se da una parte si osserva una contrazione dell’occupazione femminile rispetto alla maschile, dall’altra i manager donna sono in aumento, anche se l’accesso alle grandi imprese o alle istituzioni resta ancora un tabù. Oggi, nelle autorità amministrative indipendenti, su 37componenti in carica soltanto 11 sono donne, ovvero il 29,7%.

Dalle statistiche citate dall’Unicusano emerge che in Italia è donna il 35,7% dei membri di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica contro il 44% di parlamentari donna della Spagna, il 41,5% della Svizzera, il 41,4% della Norvegia e il 40,7% del Belgio. Per non parlare dell’Islanda, dove il 26 settembre 2021 si è insediato, anche se per pochissime ore, un Parlamento al femminile.

Il confronto con gli altri Paesi è determinante anche per comprendere il gap nell’occupazione femminile. In Europa si registra un tasso medio di donne con impiego lavorativo del 62,4% mentre il dato italiano è del 49%, diminuito di 1,1% rispetto al periodo prepandemico (50,1%). La pandemia, infatti,non ha certamente aiutato a invertire la rotta. Da non sottovalutare è anche la differenza per area territoriale, tra Nord e Sud del Paese: in tre Regioni del Meridione il tasso di occupazione rilevato è stato inferiore al 30% con Sicilia (29,3%), Calabria (29%) e Campania (28,7%) agli ultimi posti. Il Sud, inoltre, ha riscontrato forti penalizzazioni anche nella fascia di 25-44 anni con soltanto il 48,8% di tasso di occupazione complessivo rispetto al 79,8% dell’Europa.

Non va meglio in ambito imprenditoriale: soltanto un’azienda su sei è, infatti, a gestione femminile. Su 6 milioni di imprese operanti oggi in Italia, solo 1,3 milioni contano un management a trazione “rosa”, pari al 22% del totale, e circa 154mila sotto la guida di giovani imprenditrici, il 2,6%.

Eppure tra le donne si registra un livello di istruzione più alto rispetto agli uomini. La percentuale delle studentesse che hanno ottenuto un titolo di scuola superiore è del 65,1% mentre gli studenti di sesso maschile si attestano al 60,5%. Per quel che riguarda i titoli di studio universitari, sono laureate il 23% delle donne contro il 17,2% degli uomini.

Unicusano riporta poi la significativa classifica dell’indice di uguaglianza di genere nei diversi Paesi europei, il cosiddetto Gender Equality Index, con l’Italia 14esima alle spalle di Svezia, Danimarca, Francia, Finlandia, Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Spagna, Belgio, Lussemburgo, Slovenia, Germania e Austria.

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