Le attiviste iraniane chiudono la kermesse tra grandi numeri
PERUGIA, 11 maggio 2026 – La seconda edizione del Festival Internazionale della Parità di genere si è conclusa nel capoluogo umbro lasciando un segno profondo nel tessuto sociale e civile, come riporta l’Ufficio Stampa del festival – Pia Fanciulli. L’evento, svoltosi tra il 4 e il 9 maggio 2026, ha registrato un’affluenza straordinaria, confermando la validità di un format che ha raddoppiato la sua durata rispetto all’anno precedente. La manifestazione non è stata solo una vetrina di dibattiti, ma un vero e proprio laboratorio a cielo aperto che ha coinvolto l’intera città, dalle aule universitarie alle piazze storiche. Il messaggio finale, emerso con vigore dalla Sala dei Notari, ha legato indissolubilmente la giustizia sociale alla stabilità globale.

L’atto conclusivo della kermesse ha visto protagoniste Shady Alizadeh e Pegah Moshir Pour, voci autorevoli della resistenza civile iraniana in Italia. Le attiviste hanno offerto una riflessione potente sul concetto di autodeterminazione, sottolineando che il riconoscimento dei diritti fondamentali non può prescindere da una conoscenza approfondita delle realtà locali. Secondo le relatrici, il femminismo contemporaneo deve essere inteso come un movimento universale che chiama a raccolta uomini e donne per abbattere strutture sistemiche ormai obsolete. In questo contesto, la pace non è un’astrazione ma il risultato diretto di una società equa che garantisce dignità a ogni individuo senza distinzioni.
Il bilancio operativo del Festival parla di una crescita esponenziale: sessanta appuntamenti e oltre duecento esperti hanno animato quattordici dipartimenti accademici e numerosi spazi cittadini. La partecipazione ha abbracciato ogni fascia d’età, coinvolgendo attivamente anche ordini professionali e associazioni di categoria. Un elemento di particolare rilievo è stato il consolidamento del rapporto con l’OSCE, la cui presenza tramite Lara Scarpitta ha certificato la caratura internazionale dell’evento. Questa sinergia ha permesso di costruire ponti diplomatici e culturali che proiettano la città oltre i confini nazionali, trasformandola in un punto di riferimento per le politiche di inclusione.
Oltre ai tavoli tecnici, la manifestazione ha puntato sulla forza della creatività per veicolare messaggi complessi. Le esposizioni curate dal Centro Pari Opportunità e dalla Biblioteca delle Nuvole hanno attirato una folla eterogenea, dimostrando che il linguaggio artistico è fondamentale per la decostruzione degli stereotipi. Parallelamente, i laboratori di scrittura hanno offerto strumenti pratici per una nuova narrazione del quotidiano. Questi momenti di aggregazione, arricchiti da performance musicali e proiezioni cinematografiche, hanno reso il tema della parità accessibile e tangibile, trasformando la teoria in una pratica di condivisione collettiva immediata e coinvolgente.
Mentre si archiviano i successi dell’edizione appena terminata, le organizzatrici Giuseppina Bonerba, Rita Zampolini e Pia Fanciulli guardano già al futuro. La quantità di proposte e collaborazioni nate spontaneamente durante le giornate del Festival indica una vitalità che non accenna a spegnersi. L’obiettivo per il 2027 è quello di rafforzare ulteriormente la rete di volontari e partner, mantenendo fede al principio che la parità sia un pilastro essenziale per la democrazia. Il sostegno delle istituzioni locali e regionali rimane la base solida su cui costruire un progetto che ambisce a influenzare le dinamiche culturali a lungo termine, rendendo l’Umbria un avamposto di civiltà e progresso sociale.

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