Nuovi criteri di valutazione del Governo condannano l’Umbria all’arancione

Interpretare i dpcm ormai è diventata la principale attività degli italiani

 
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Nuovi criteri valutazione Governo condannano l’Umbria all'arancione

Nuovi criteri di valutazione del Governo condannano l’Umbria all’arancione

“I nuovi criteri del Governo diventano un lockdown mascherato, le attività economiche senza i dovuti ristori non possono sopravvivere ancora. Con il dpcm che sarà in vigore dal prossimo 16 gennaio potrebbe entrare in vigore un nuovo criterio per la classificazione delle Regioni, per il quale l’Umbria rientrerebbe in zona arancione.


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Con il decreto dello scorso 5 gennaio è stato infatti stabilito che la zona arancione scatta già con un Rt pari a o maggiore di 1, e l’Umbria ha un Rt calcolato su due settimane (27 dicembre-10 gennaio) di 1,34″.
Emanuele Prisco

Tornare in zona arancione sarebbe un dramma per le attività economiche. Del resto il crescente numero di contagi registrati subito dopo le vacanze natalizie (quando tutte le attività erano chiuse) dimostra che i contagi sono avvenuti soprattutto in ambito familiare, durante cene e pranzi con amici e parenti, dove ovviamente non c’era nessun controllo.

Molto più sicuri bar, ristoranti ed esercizi commerciali costretti ormai da tempo a rispettare tutte le norme igieniche imposte, come il distanziamento, l’uso della mascherina e l’utilizzo di gel disinfettanti.

Evidentemente il cambio continuo di regole da parte del Governo non sta funzionando e crea confusione in cittadini e imprese. Interpretare i dpcm ormai è diventata la principale attività degli italiani e si vanificano gli sforzi delle regioni nel rispettare gli obiettivi per abbassare il contagio”.
Lo dice in una nota il deputato umbri di Fdi Emanuele Prisco.

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