Marcia PerugiAssisi, 6 mesi di guerra, torniamo a chiedere la pace

Appello in occasione Giornata internazionale dell'Onu

Marcia PerugiAssisi, 6 mesi di guerra, torniamo a chiedere la pace

Marcia PerugiAssisi, 6 mesi di guerra, torniamo a chiedere la pace

Marcia PerugiAssisi –  Appello in occasione Giornata internazionale dell’Onu, ‘se i governi non prendono iniziativa lo devono fare i cittadini consapevoli e responsabili’. “Sei mesi di guerra. Nessuna iniziativa di pace. E noi diventiamo sempre più poveri. Se i governi non prendono l’iniziativa, lo devono fare i cittadini consapevoli e responsabili”.

Un nuovo appello per tornare a chiedere la pace per l’Ucraina arriva dal comitato organizzatore della Marcia PerugiAssisi, in vista del 21 settembre, Giornata internazionale della pace. “Nella Giornata promossa dall’Onu, assieme a tutte le persone consapevoli e responsabili, chiediamo a gran voce: Fermate questa guerra! Non permettiamogli di soffocare la nostra vita! Prendiamoci cura gli uni degli altri e del pianeta”.

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“Il messaggio che abbiamo cercato di diffondere oggi, che è l’inizio di un percorso di lavoro che ci porterà al 21 settembre e anche oltre, contiene una risposta abbastanza chiara. La denuncia è quella dell’assenza di una vera iniziativa per fermare la guerra. Stiamo iniziando a pagare le conseguenze più dure e nessuno si preoccupa di andare alla radice del problema: fermare la guerra”, spiega all’Adnkronos Flavio Lotti, coordinatore del comitato.


“Se non si ferma la guerra pagheremo un costo pesantissimo che durerà nel tempo. Ci sono imprese che chiudono e la gente non riesce più a fare la spesa, siamo davanti a una tragedia e manca qualsiasi iniziativa per fermare la guerra. Anzi, siamo in una fase di continua escalation – denuncia – Noi diciamo una triste verità: se non partiamo da qui e non mettiamo in moto un’iniziativa per la pace dobbiamo sapere che saranno guai sempre più seri, e a pagarli saranno le persone, chiunque vinca le elezioni”.

“Il 24 agosto saranno sei mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Sei mesi di uccisioni, omicidi, infanticidi, femminicidi, feriti, mutilati, sfollati, rifugiati, sofferenze, disperazione, distruzioni, macerie,… In sei mesi di guerra, alcuni si sono arricchiti ma tutti gli altri sono diventati più poveri – si legge nell’appello degli organizzatori della PwerugiAssisi – Sul campo di battaglia, lo scontro sarà sempre più aperto, esteso e crudele, la gente continuerà ad essere ammazzata e le distruzioni continueranno senza sosta, mentre speculatori, mercenari, produttori e trafficanti di armi faranno fortuna. Da noi, il drammatico aumento dei prezzi del gas, delle materie prime e del cibo spingerà milioni di persone nella povertà e nell’insicurezza, molte imprese dovranno chiudere, crescerà l’inflazione e arriverà la recessione economica”.

“Intanto nel mondo, la guerra sta radicalizzando le divisioni internazionali, minacciando addirittura la catastrofe atomica, sottraendo attenzione e risorse a tutte le grandi emergenze globali come il cambiamento climatico, la fame e la salute. Questa guerra ci sta facendo molto male e abbiamo urgente bisogno che qualcuno la fermi! È pazzesco che ancora oggi non ci sia una seria iniziativa per la pace. Se scoppia un incendio tutti si mobilitano per spegnerlo. Se scoppia una guerra nessuno interviene. Perché? – si chiede il comitato – Spendiamo montagne di soldi per ammazzare e non li investiamo per salvare la vita delle persone. Paghiamo un prezzo altissimo a causa della guerra e non facciamo nulla per fermarla! Che senso ha?”.

(Cro/Adnkronos)

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