Manovre salvavita e defibrillatori semiautomatici, una questione di vita e civiltà

 
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Manovre salvavita e defibrillatori semiautomatici, una questione di vita e civiltà

“In questi giorni l’opinione pubblica è stata profondamente scossa da quanto accaduto durante gli Europei di calcio a Christian Eriksen, colpito da un arresto cardiaco mentre era in campo e dal tragico episodio del dipendente comunale di Trevi, morto soffocato da un boccone di cibo mentre si trovava al ristorante. Sapere cosa fare e come farlo può salvare una vita”. Così Paola Fioroni (Lega-vice presidente Assemblea legislativa).

“Nell’ambito della prevenzione e trattamento degli eventi cardiaci avversi – osserva -, in Umbria non solo stiamo lavorando al consolidamento e implementazione della rete di riabilitazione cardiologica, ma anche ad una legge regionale sulla diffusione delle manovre salvavita e sulla dotazione dei Dae (Defibrillatore automatico esterno). In realtà, non solo in questi momenti si dovrebbe ricordare come l’intervento tempestivo in caso di arresto cardiocircolatorio possa salvare vite, in attesa dell’arrivo del 118 a cui bisogna comunque essere in grado di dare le migliori indicazioni possibili. Se l’intervento non è veloce, le complicanze potenziali da evento cardiaco serio sono tempo dipendenti e la possibilità di sopravvivenza diminuisce del 10 per cento per ogni minuto che passa”.

“L’arresto cardiaco interessa 70mila italiani all’anno, 200 decessi al giorno, uno ogni 8 minuti, con una prevalenza di eventi extraospedalieri. Su 400mila arresti cardiaci registrati ogni anno in Europa – spiega Fioroni – si stima che solo nel 58 per cento dei casi chi assiste intervenga con le manovra salvavita (massaggio cardiaco, ventilazioni) e nel 28 per cento dei casi con il defibrillatore.

In questi ultimi anni – continua -, anche in virtù delle normative nazionali si è sempre più diffusa la necessità di adeguamento soprattutto per le società sportive e di diffusione delle manovre salvavita. Ma ancora – rileva la vicepresidente dell’Assemblea legislativa – c’è molta strada da fare per estendere la cultura della formazione alle manovre ed avere una rete di defibrillatori sul territorio censita, funzionante e in grado di poter rispondere efficacemente alle situazioni perniciose per la vita“.

“Grazie anche al contributo di professionisti ed associazioni – fa sapere Paola Fioroni – stiamo lavorando con l’assessore Luca Coletto non solo al consolidamento ed implementazione della rete di riabilitazione cardiologica in virtù anche dell’atto d’indirizzo della Lega, di cui sono prima firmataria, approvato a settembre 2020, ma anche alla legge regionale sulla dotazione, organizzazione ed utilizzo dei Dae e sulla diffusione della manovra salvavita. Dobbiamo sempre – conclude Fioroni – mettere al centro la persona: è una questione di vita e civiltà”.

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