Leonardo Cenci, struggente racconto di Luana Pioppi dell’incontenibile Leo

Leonardo Cenci, struggente racconto di Luana Pioppi dell'incontenibile Leo

Leonardo Cenci, struggente racconto di Luana Pioppi dell’incontenibile Leo

articolo del 16 gennaio 2015
di Luana Pioppi
PERUGIA – Ogni giorno combatte per vivere. Ogni mattina si alza e non sa quante volte vedrà ancora il sole sorgere. Eppure Leonardo Cenci, Leo per gli amici, fino ad ora la sua personale battaglia contro il cancro la sta vincendo. Secondo la prima diagnosi dei medici doveva essere morto due anni fa ed invece ancora è vivo, vegeto e pieno di energia. Il suo cancro incurabile ed inoperabile non ha avuto la meglio su di lui. La sua storia, la sua battaglia è andata in onda questa sera su Italia 1 nella trasmissione “XLove”, il nuovo format ideato da Davide Parenti con la collaborazione dalla redazione de Le Iene. Quasi 10 minuti di servizio dove il suo amico, la iena Mauro Casciari, ha saputo raccontare al meglio questa sua “avventura”.

Casciari ha cominciato il servizio parlando di un tumore in testa che gli avevano trovato qualche anno fa. Fortunatamente era benigno e glielo hanno asportato senza conseguenze. “Al mio amico Leonardo – dice – è andata peggio ed allora ha deciso di passare un po’ di tempo insieme a lui… due anni. Quello che vedrete vi farà stare meglio, che siate malati oppure no”.

Il servizio continua con una breve cronostoria della vita di Leo, nato 42 anni fa. Racconta che è sempre stato sportivo e di compagnia, che gli piaceva organizzare eventi, faceva l’agente di commercio per un’azienda che vende prodotti di pulizia e “per ironia della sorte, anche agli ospedali”, dice Casciari. Era felicemente fidanzato finché comincia a sentirsi stanco, sfinito.

“Io l’ho scoperto intorno a luglio 2012 – racconta Leo aprendo la sua intervista-racconto – sentivo che qualche cosa non carburava e poi è emerso che avevo le metastasi. Hanno visto che il mio cancro è inoperabile, incurabile e che ha subito una doppia mutazione genetica che rende questo cancro ancora più feroce. Mi avevano dato quattro mesi di vita”.

“Lui ce lo ha comunicato chiedendoci scusa – raccontano i genitori, Sergio ed Orietta – e dicendoci purtroppo c’è qualche cosa di non bello”. “Da li – rimarca il padre – a me non mi è crollato il mondo ma tutto”.

“Io ho pensato bene di viverlo – dice ancora Leo – come se dovessi affrontare una dura battaglia ma non gliela dò certo vinta”.
Anche se la medicina non gli aveva dato speranza, prosegue Mauro nel servizio, Leo aveva iniziato tutte le cure necessarie e possibili e durante il primo ciclo di chemioterapia il suo corpo ha subito la prima mutazione.

“Non ho mai pianto – racconta Leo – se non quando non riuscivo a mangiare. Le metastasi erano così grandi che alteravano alcune mie funzioni e non riuscivo a portare il cucchiaio della minestra dal piatto alla mia bocca. E così mi facevo imboccare dalla mia ex compagna. Le uniche volte che ho pianto sono state quelle perché mi dispiaceva fargli vivere questa mia situazione, che per me era un’opportunità ma per lei una tragedia. Per il suo troppo amore, che mi faceva trovare tutto pronto, alla fine ci siamo lasciati perché le ho detto: Gaia se tu vuoi salvarmi la vita ti prego vattene”.

Idem ai genitori ed al fratello, a cui ha chiesto di non stargli troppo sopra.

“Hanno sofferto il dolore – dice ancora Leo – rispettando la mia scelta. E a distanza di due anni devo dire che se non mi avessero ascoltato io sarei già morto perché mi facevano sentire ancora più malato di quello che ero. Ed invece no, con il cancro Avanti Tutta! Non ho mai mollato e non ho mai pensato un attimo di dargliela vinta. Io adesso sto molto meglio di quando non avevo il cancro, sembra una follia ma in realtà è proprio questa la cosa straordinaria. Ognuno di noi – sottolinea – ha un farmaco naturale, che è di una potenza che supera tutti i farmaci possibili ed immaginabili delle case farmaceutiche, che è la nostra testa. Noi decidiamo come vivere quello che ci resta da vivere. Quanto vivere non lo decidiamo noi, noi possiamo decidere solo il come vivere”.

Nei quattro mesi che gli avevano detto che gli restavano da vivere Leo ha seguito le prestazioni degli oncologi con controlli continui come le assordanti risonanze magnetiche, i cicli di chemioterapia e le medicine quotidiane. Leonardo è diventato vegetariano per “cercare di togliere nutrimento alle cellule cancerogene” e ha continuato come prima a fare attività fisica, ma non solo. Nel servizio Mauro racconta anche che la malattia e tutte le cure connesse lo hanno portato all’impotenza ed allora ha deciso di dedicarsi agli amici.

Il primo evento è stato il “Capodanno matto” organizzato a novembre per tutti i suoi amici, visto che in teoria a dicembre non ci sarebbe arrivato. “Ma dato che a Capodanno era ancora vivo – racconta Mauro – ne ha approfittato per organizzare una tombolata all’ospedale con malati, familiari e personale al lavoro l’ultima notte dell’anno. Da quel momento la felicità di Leonardo per essere ancora vivo lo ha spinto ad organizzare un sacco di iniziative per migliorare la vita di chi ha un tumore”.
Molti sono stati gli eventi organizzati insieme ad oncologi, nutrizionisti e psicologi per spiegare come vivere al meglio la vita

“La sua forza – racconta ancora Casciari – ha contagiato i sui amici e tutta la città, la squadra di pallavolo e quella di calcio. Ha messo d’accordo il Sindaco di destra e la Governatrice di sinistra. E la scorsa estate ha organizzato una grande manifestazione per spiegare l’importanza dell’attività fisica nella prevenzione delle malattie e ha anche corso per intero la Stracittadina di 10 km”.

Per molti mesi Leonardo non si è fermato un attimo fino a quando la scorsa estate gli è venuta una polmonite nello stesso polmone dove ha il cancro, ma per fortuna ora sta meglio.

Nel frattempo ha fondato un’associazione, Avanti Tutta onlus, che raccoglie fondi per i malati che ha già regalato al reparto di oncologie tre poltrone per la chemioterapia con tanto di filodiffusione e sta per attrezzare una palestra all’interno dell’ospedale. Tutto questo in due anni di vita “che il mio amico Leonardo – dice ancora Mauro Casciari – pensava di non avere perché il suo tumore incurabile ed inoperabile, scoperto a luglio 2012 secondo i medici doveva ammazzarlo in 4 mesi ed invece è ancora vivo anche se nessuno può dire per quanto.

Ma io – sottolinea Mauro – ho la fortuna di averlo vicino in questo tempo regalato che lo ha reso migliore, a reso migliore me ed adesso anche voi perché al posto suo ci potevi essere tu oppure io se il mio tumore alla testa non fosse stato benigno”.

Il servizio si conclude con la visita di Leo a San Francesco di Assisi, ad Assisi. Sì perché la sua fede ha saputo, per prima, infondergli la forza di reagire e combattere la malattia.

Nelle ultime immagini Mauro chiede a Leonardo: “Che cosa vorresti dire a chi ti sta guardando ma tu non ci sei più? “.
“La prima cosa – risponde – è sicuramente quella di avere una mentalità ottimistica perché la vita è il dono più presioso che noi abbiamo e poi che ognuno di noi faccia il proprio dovere per far si che sia un mondo più generoso e più buono, soprattutto più sano”…. Quindi Avanti Tutta e non abbattersi mai!

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