La memoria della Shoah mette radici nelle scuole di Orvieto

La memoria della Shoah mette radici nelle scuole di Orvieto

Shoah, Orvieto rivive la memoria viva tra i banchi di scuola 

ORVIETO, 27 gennaio 2026 – Trasformare la polvere del passato in linfa vitale per le nuove generazioni. È questo il senso profondo dell’iniziativa che ha visto il Comune di Orvieto protagonista di una simbolica consegna nelle scuole superiori della città. In occasione delle celebrazioni dedicate al ricordo dello sterminio, l’amministrazione ha donato due esemplari di “bagolaro”, noti scientificamente come celtis australis, ribattezzandoli “Alberi della Memoria”. Questi monumenti naturali sono stati affidati alle cure degli studenti dell’Istituto “Majorana-Maitani” e dell’Istituto Artistico Classico Professionale, diventando parte integrante del panorama educativo cittadino.

La cerimonia ha visto la partecipazione attiva dei vertici comunali, con in testa il sindaco Roberta Tardani, affiancata dal vicesindaco Stefano Spagnoli e dall’assessore Alda Coppola. La presenza delle dirigenti scolastiche, Lorella Monichini e Cristiana Casaburo, ha sottolineato la sinergia istituzionale volta a non limitare la commemorazione a un mero esercizio di retorica. Secondo le parole del primo cittadino, la scelta di un essere vivente come simbolo non è casuale: l’obiettivo è delegare ai giovani la responsabilità di nutrire quotidianamente i principi di dignità e democrazia. La pace, dunque, non è vista come un concetto statico, ma come una pianta che necessita di dedizione costante per resistere alle intemperie dell’indifferenza.

Durante l’incontro è emerso con forza il richiamo alla figura di Michelangelo Onigi, testimone vivente dell’orrore di Buchenwald. Recentemente omaggiato con le chiavi della città per il suo 105esimo compleanno, Onigi rappresenta il ponte umano tra il dramma storico e la modernità. Presso il Liceo Scientifico, mentre gli alunni erano impegnati nell’analisi critica dei processi storici attraverso la visione di pellicole tematiche, la consegna del bagolaro è stata vissuta come una promessa solenne. La pianta troverà dimora nel giardino di Ciconia, arricchendo un patrimonio arboreo scolastico che già annovera testimonianze dedicate a chi non c’è più, confermando come la natura possa farsi custode del dolore e della speranza.

Il momento più vibrante della mattinata è stato segnato dalle parole di Sara Pancrazi, rappresentante studentesca del Liceo Artistico. In una lettera aperta ai propri coetanei, la giovane ha paragonato il ricordo alle radici sotterranee: invisibili ma fondamentali per la stabilità di ogni società civile. Il discorso ha centrato il punto focale del rischio contemporaneo, ovvero la banalizzazione della tragedia. Piantare un albero significa compiere un atto diametralmente opposto al tentativo nazista di cancellare l’identità umana; significa restituire un nome e una presenza a chi fu ridotto a numero. L’albero diventerà dunque un “coinquilino” silenzioso che osserverà la crescita degli studenti, ricordando loro che la libertà è una conquista che richiede vigilanza.

L’impegno di Orvieto non si esaurisce con la piantumazione degli alberi. Il programma delle scuole prevede un fitto calendario di approfondimenti che si estenderà fino a febbraio, come riporta il comunicato del Comune di Orvieto. Tra gli appuntamenti di rilievo spiccano il focus sulle drammatiche condizioni dei bambini nel campo di Terezin e l’atteso incontro con la storica Anna Foa, che presenterà la sua ultima opera letteraria.  Nel frattempo, nel piazzale della scuola dove sorge l’Aiuola del Ricordo, un piccolo fiore di Crocus è sbocciato in anticipo sulla stagione: un segno minuscolo ma potente di come la vita, se protetta, sappia sempre trovare la via per riemergere dal gelo dell’odio.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*