Genitori, convivere con emergenza pandemia no a chiusure incondizionate

Provoca l'aumento degli atti di autolesionismo

 
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Genitori, convivere con emergenza pandemia no a chiusure incondizionate

Genitori, convivere con emergenza pandemia no a chiusure incondizionate

Le Associazioni esprimono la preoccupazione delle tante famiglie associate, a seguito della lettera inviata dalla Presidente Tesei ai sindaci di ventinove comuni umbri, avente ad oggetto la situazione epidemiologica in Umbria, in cui si rileva che i dati covid di questi comuni sono davvero preoccupanti.

Fra le opzioni che la Regione ha individuato, per contenere questa complicata situazione, c’è quella di valutare comune per comune “l’inibizione delle attività didattiche in presenza per le scuole primarie e secondarie di I e II grado, attraverso l’adozione di specifiche e temporanee ordinanze“.

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Purtroppo la pandemia non riguarda più solo l’aspetto sanitario ma è diventata una malattia del sistema economico, di quello sociale, ha cambiato i nostri stili di vita e le nostre relazioni.

  • I giovani, in particolare, sono stati investiti da uno stravolgimento della loro quotidianità, in una fase molto delicata della loro vita.

La chiusura delle scuole, spazi di socialità per eccellenza, luoghi di vita, di partecipazione, di dialogo, crea instabilità, senso di vuoto, spaesamento, ulteriore affievolimento dei legami amicali e affettivi, e perfino danni alla sfera psicologica nei ragazzi più fragili (come dimostrato dall’aumento degli atti di autolesionismo).

Crediamo che, come adulti, siamo chiamati a farci carico di questi problemi e che continuare a scaricare la responsabilità, di uscire da questo guado, soltanto sui ragazzi non sia giusto, per questo occorre passare dall’emergenza alla convivenza con la pandemia, scegliendo di non fare una chiusura incondizionata di tutte le scuole, bensì chiusure chirurgiche, scuola per scuola: cioè, nello stesso comune, una scuola chiusa ed una aperta, a seconda della situazione.

Comprendiamo quanto questa nostra richiesta possa essere di complicata attuazione per i sindaci, che ringraziamo per i grandi sforzi che hanno già fatto e che faranno, ma più forte ci sembra la responsabilità che abbiamo come comunità educante, in uno dei momenti più bui della nostra storia recente, e per questo non possiamo esimerci dal tenere fede a questo compito.
Age, ANFN, Articolo 26 e Generazione Famiglia

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