Epidemia covid e contenimento, si valuta chiusura scuole comuni provincia

 
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Epidemia covid e contenimento, si valuta chiusura scuole comuni provincia

Saranno i sindaci umbri, in particolare quelli della provincia di Perugia maggiormente interessata dal contagio da Covid, a decidere Comune per Comune, in base al quadro fornito loro dalla Sanità regionale con un documento inviato in queste ore, la possibilità di chiudere le scuole. Secondo quanto appreso dall” Agenzia nazionale di stampa associata non si va quindi verso un” unica ordinanza regionale proprio per le differenze epidemiologiche del territorio.

La possibilità di intervenire sulle scuole era stata “suggerita” nei giorni scorsi dalla presidente della Regione Donatella Tesei, in una lettera inviata all” Anci e ai sindaci dei 29 Comuni più colpiti dalla diffusione del virus (la provincia di Perugia sta registrando una maggiore (rpt maggiore) incidenza di quella di Terni). Sollecitandoli a “individuare una serie di iniziative territoriali temporanee, in aggiunta alle limitazioni regionali e nell” ottica del perseguimento del principio di massima precauzione, allo scopo di ridurre le occasioni di contagio”.

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Misure subito adottate. Sulla scuola i Comuni hanno chiesto invece una decisione per l” intera Umbria o indicazioni da parte della Sanità regionale. Documento inviato in queste ore e sottoscritto anche dal Cts e dal Gruppo epidemiologico regionale (alcuni hanno tuttavia già deciso lo stop alla didattica in presenza da domani).
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Questo fotografa la situazione caso per caso e le misure da adottare da parte dei sindaci, come nel caso del superamento dei 250 casi settimanali ogni 100 mila abitanti. Numeri che si rivelano particolarmente bassi per i Comuni con meno di 5 mila abitanti. Per questo la sanità regionale si è detta disponibile a discutere “caso per caso” la loro situazione.


EMERGENZA CORONAVIRUS – CONSIDERAZIONI DEL CTS SULL’ATTUALE SITUAZIONE EPIDEMICA DELLA REGIONE UMBRIA

Con la presente si portano a conoscenza le considerazioni del Comitato Tecnico Scientifico sull’attuale situazione epidemica della Regione Umbria.

In data 29. 1. 2021 si è tenuta la riunione congiunta del Comitato Tecnico Scientifico e del Nucleo Epidemiologico. In sede di riunione il Nucleo Epidemiologico ha illustrato la situazione epidemiologica della Regione con un’analisi dettagliata da cui si riscontrano andamenti diversi fra i vari distretti sanitari, alcuni dei quali mostrano un andamento crescente importante e molto più pesante dell’andamento medio regionale rilevando incidenze > 200/100.000 abitanti in diversi Comuni.

Nell’illustrazione del Nucleo Epidemiologico è emersa anche l’evidenza di molti cluster in ambito scolastico con numerose classi in isolamento.

Il CTS, preso atto dell’analisi del NE, ha approvato l’informativa inviata alla Presidente con alcune precisazioni. Nell’informativa approvata dal CTS, oltre a ribadire le raccomandazioni sulle misure di prevenzione verso la popolazione, è stato confermato quanto già affermato nella seduta del 22 gennaio 2021 circa la necessità di intervenire con le misure di mitigazione all’aumentare del livello di rischio.

Fra le misure individuate è stata proposta anche l’inibizione delle attività didattiche in presenza per le scuole primarie e secondarie di I grado, qualora si evidenzi un numero pari o superiore ai 200 casi su 100.000 abitanti.

Preme sottolineare che il CTS regionale in tutte le riunioni ha sempre posto particolare attenzione alle attività didattiche esprimendo parere di merito in base alla valutazione del rapporto rischio/beneficio del contesto epidemico, tenuto anche conto della pressione esercitata sulle strutture sanitarie.

Il CTS ha sempre evidenziato come l’incidenza dei contagi sia correlata al comportamento dei singoli e delle comunità, con particolare riferimento al rispetto delle misure di prevenzione raccomandate quali l’uso sistematico e corretto della mascherina, il distanziamento, l’evitamento degli assembramenti e il lavaggio continuo delle mani, sottolineando anche la necessità di misure di controllo del territorio. Mantenere alto il livello di attenzione e rispettare tutte le misure di prevenzione e sicurezza garantisce di osservare incidenze più basse al di sotto di 50 casi per 100.000 abitanti, incidenze che riducono il rischio di probabilità di diffusione dell’epidemia e il rischio di impatto sui servizi sanitari quali ad esempio un tasso di occupazione dei posti letto che può attestarsi per la terapia intensiva al di sotto della soglia del 30% e per l’area medica sotto la soglia del 40%. Incidenze contenute consentono di non dover ricorrere a misure restrittive.

Nella seduta del 21.1.2021, è stato approvato anche il documento “Emergenza Covid-19: Piano scuole fase 3” per misure di sorveglianza specifiche per il contesto scolastico, e nella seduta del 22.1.2021 il CTS ha espresso il parere di praticabilità della riapertura delle attività scolastiche al 50% di cui al DPCM del 14 gennaio 2021 (art.1, comma 10, lett.s) vincolando tale misura all’inibizione di qualunque attività collaterale, alla luce della significativa incidenza dei contagi rilevata nel territorio regionale, con variazioni provinciali importanti e incidenza di base significativa che potrebbe rapidamente evolvere. Il suddetto parere è stato rilasciato sulla scorta dell’attuale dato epidemico. Il parere conclusivo è: “Laddove venissero rilavate variazioni in incremento che dovessero superare i valori di 200 casi per 100.000 abitanti su base settimanale, si renderà necessario una rivalutazione delle misure in seno al CTS; laddove il suddetto parametro si attestasse sul valore di 250 si ritiene di proporre l’adozione di automatici interventi più restrittivi.”

Proprio  alla  luce  di  questo  parere  l’analisi  dettagliata  dell’incidenza  per  Distretto  e   Comune  nonché dell’andamento della situazione scolastica effettuata dal Nucleo Epidemiologico e trasmessa al CTS, CTS e NE sono stati convocati nella seduta del 29.1.2021 dopo aver già prodotto informativa alla presidenza alla luce dei dati presentati il 28.1.2021.

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