Dl sostegni: Istat, in 2020 oltre 2 mln famiglie in povertà assoluta, +335 mila famiglie

Cresce soprattutto tra le famiglie con persona di riferimento occupata

 
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Dl sostegni: Istat, in 2020 oltre 2 mln famiglie in povertà assoluta, +335 mila famiglie

Dl sostegni: Istat, in 2020 oltre 2 mln famiglie in povertà assoluta, +335 mila famiglie

“Sulla base delle stime preliminari diffuse a inizio marzo, nel 2020 risultano essere oltre 2 milioni le famiglie in povertà assoluta, il 7,7% del totale, con un marcato aumento rispetto al 2019 (+335 mila famiglie), quando l’incidenza era pari al 6,4%. E’ quanto si legge nella memoria trasmessa dall’Istat sul dl sostegni. In termini di individui coinvolti, rileva l’Istat, “si tratta di un incremento di oltre un milione di persone (da 4,6 a 5,6 milioni), con un aumento dell’incidenza dal 7,7% al 9,4% e l’annullamento dei miglioramenti registrati fra il 2018 e il 2019.9 Per la prima volta dal 2014, infatti, l’incidenza della povertà assoluta era risultata nel 2019 in significativa riduzione rispetto all’anno precedente, sia in termini di famiglie (dal 7,0 al 6,4%) che di individui coinvolti (dall’8,4 al 7,7%), pur rimanendo su valori ampiamente superiori a quelli precedenti la crisi del 2008 (3,5% per le famiglie e 3,1% per gli individui nel 2007)”.

Nell’anno della pandemia, pertanto, sottolinea l’Istat, “la povertà assoluta ha raggiunto, in Italia, i valori più elevati da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore, il 2005. Il valore dell’intensità della povertà assoluta, cioè la distanza media dei consumi delle famiglie dalla soglia di povertà, ha subìto invece una riduzione (dal 20,3% al 18,7%)”.

Tale dinamica, osserva l’Istat, “segnala come molte famiglie, che nel 2020 sono scivolate sotto la soglia di povertà, hanno comunque mantenuto una spesa per consumi prossima ad essa, grazie anche alle misure messe in campo dal Governo a sostegno dei cittadini (Reddito di cittadinanza, Reddito di emergenza, ecc.). Dal punto di vista territoriale, l’incremento della povertà assoluta risulta più marcato nelle regioni del Nord, coinvolgendo oltre 218 mila famiglie in più rispetto all’anno precedente (più di 720 mila individui), con un’incidenza in salita dal 5,8 al 7,6% a livello familiare (e dal 6,8 al 9,4% in termini di individui).

  • Peggiorano, anche se in misura meno consistente, le altre ripartizioni territoriali. Il Mezzogiorno resta l’area dove la povertà assoluta è più elevata, coinvolgendo il 9,3% delle famiglie e l’11,1% degli individui (nel Centro tali quote sono pari, rispettivamente, al 5,5 e 6,7%)”.

Nel 2020, la diffusione della povertà assoluta, rileva l’Istat, “cresce soprattutto tra le famiglie con persona di riferimento occupata (7,3% dal 5,5% del 2019). Si tratta di oltre 955mila famiglie, 227mila in più rispetto al 2019, che in oltre la metà dei casi hanno come persona di riferimento un operaio o assimilato (l’incidenza passa dal 10,2 al 13,3%), oltre un quinto un lavoratore in proprio (dal 5,2% al 7,6%). La presenza di figli minori espone maggiormente le famiglie alle conseguenze della crisi, con un’incidenza di povertà assoluta che passa dal 9,2% all’11,6%, dopo il miglioramento registrato nel 2019”.

L’incidenza di povertà tra gli individui minori di 18 anni, rileva l’Istat, “sale di oltre due punti percentuali – da 11,4% a 13,6%, il valore più alto dal 2005 – per un totale di bambini e ragazzi poveri che, nel 2020, raggiunge 1 milione e 346mila, 209mila in più rispetto all’anno precedente”. Infine, tra il 2019 e il 2020, si riduce la quota di famiglie con stranieri sul totale delle famiglie povere, passando da oltre il 30% al 28,7% (più del 31% nel 2018). Questo seppur limitato cambiamento strutturale, sottolinea l’Istat, “si può imputare al considerevole incremento di famiglie povere composte solamente da italiani che rappresentano circa l’80% delle 335mila famiglie in più che si contano nel nostro Paese nel 2020. L’aumento della povertà assoluta si inquadra nel contesto di un calo record della spesa per consumi delle famiglie (su cui si basa l’indicatore di povertà). Secondo le stime preliminari, infatti, nel 2020 la spesa media mensile torna ai livelli del 2000 (2.328 euro; -9,1% rispetto al 2019). Rimangono stabili solo le spese alimentari e quelle per l’abitazione mentre diminuiscono drasticamente quelle per tutti gli altri beni e servizi (-19,4%)”.

 

(Lab/Labitalia)

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