Lavoro e povertà in Umbria: aumentano occupati e aiuti richiesti

Lavoro e povertà in Umbria: aumentano occupati e aiuti richiesti

Cgil propone un tavolo con Comune e terzo settore per soluzioni

In Umbria, cresce l’occupazione, ma restano bassi salari e condizioni di precarietà. La Cgil segnala un aumento degli aiuti richiesti a Caritas e servizi sociali, evidenziando un fenomeno di povertà nonostante il lavoro. Il tema è stato discusso al convegno “Welfare, lavoro, nuove povertà – Quali risposte dal territorio?”, organizzato dal sindacato con il patrocinio del Comune di Perugia.

Secondo Michele Agnani, segretario di Fp Cgil Umbria, l’aumento degli occupati si concentra in settori con basso valore aggiunto, come servizi e turismo, caratterizzati da contratti precari, part-time e in alcuni casi irregolari. La combinazione tra inflazione e salari medi inferiori dell’11% rispetto alla media nazionale porta molte famiglie a rivolgersi alle strutture di assistenza.

Il convegno ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del terzo settore. La tavola rotonda, moderata da Giustina Orientale Caputo dell’Università Federico II di Napoli, ha coinvolto tra gli altri Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia, Simone Pampanelli, segretario della Camera del Lavoro locale, Andrea Bernardoni di Legacoopsociali Umbria, e don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana. Presente anche Costanza Spera, assessore alle politiche sociali.

Simone Pampanelli ha sottolineato la necessità di politiche per salari più equi e per un lavoro stabile. Ha evidenziato l’importanza di un dialogo con le istituzioni per creare un tavolo permanente sulle politiche di inclusione e contrasto alla povertà. La sindaca Ferdinandi ha accolto positivamente l’iniziativa, affermando che la collaborazione tra sindacati, associazioni e Comune può portare a soluzioni condivise.

Dai dati presentati emerge che la disoccupazione in Umbria è scesa dal 6% del 2023 al 4,9% del 2024, ma con salari più bassi anche del 17% in alcuni settori. Le richieste di aiuto alla Caritas sono raddoppiate tra il 2018 e il 2023, con una crescente presenza di famiglie italiane tra i richiedenti. Negli ultimi 10 anni, circa 10mila giovani hanno lasciato la regione, tra cui oltre 4mila laureati, con un saldo negativo di 2.500 laureati.

La Cgil propone un tavolo permanente che coinvolga istituzioni e terzo settore per affrontare il problema della povertà lavorativa e sviluppare misure concrete per garantire condizioni di lavoro più dignitose.

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