Solfagnano, fondi e riforme per una nuova inclusione sociale
Un anno dopo il G7 Inclusione, il Castello di Solfagnano torna a essere crocevia di riflessioni e strategie sulla disabilità. La ministra Alessandra Locatelli ha aperto i lavori del convegno “La Carta di Solfagnano a un anno dal G7”, ribadendo l’impegno del governo nel promuovere un cambiamento radicale nella presa in carico delle persone con disabilità. Al centro, non più l’assistenza, ma la valorizzazione del progetto di vita individuale.
Locatelli ha sottolineato come l’inclusione lavorativa sia una leva essenziale per garantire partecipazione attiva e autonomia. In tale direzione, ha sostenuto la creazione di un fondo da 22 milioni di euro destinato ai giovani con disabilità, volto a favorire l’accesso al mondo del lavoro. A questo si aggiunge un imminente bando da oltre 300 milioni di euro rivolto al Terzo settore, per sostenere interventi nei campi abitativo, ricreativo e professionale, in linea con la riforma in corso.
“La disabilità non è un limite, ma una risorsa per la comunità”, ha ribadito la ministra, evidenziando la necessità di un cambio culturale che superi l’approccio medico-assistenziale. La Carta di Solfagnano, nata durante il G7 di Assisi e Solfagnano, rappresenta un patto internazionale per garantire pari opportunità e piena cittadinanza alle persone con disabilità.
Tra gli interventi, quello di Vincenzo Falabella, presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handicap, che ha evidenziato il passaggio da una visione clinica a una centrata sulla persona, le sue aspirazioni e la sua dignità. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla legge di bilancio, chiedendo che la disabilità venga riconosciuta come valore sociale e non come voce di spesa.
Raffaele Pagano, presidente della Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità, ha posto l’accento sul ruolo dell’associazionismo nella fase attuativa della riforma. Ha auspicato una maggiore sinergia tra realtà storiche e nuove organizzazioni, affinché le istanze delle persone con disabilità siano sempre più centrali nelle politiche pubbliche.
Il convegno ha confermato l’Italia come protagonista di un processo di trasformazione profonda, che mira a costruire un sistema inclusivo, capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini e di promuovere autonomia, partecipazione e progettualità.

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