Cva Rimbocchi, 11 dei 22 senzatetto, sono senza casa e persi nelle notti di Perugia

Della vicenda si sta interessando anche l'assessore del comune di Perugia, Edi Cicchi

Cva Rimbocchi, 11 dei 22 senza tetto, sono senza casa e persi per Perugia

Cva Rimbocchi, 11 dei 22 senzatetto, sono senza casa e persi nelle notti di Perugia

di Marcello Migliosi
Guardando le immagini sembra di immergersi in una realtà suburbana, quella di una grande metropoli dove, a far da sfondo alla invisibilità dei dimenticati, c’è una delle città che, della accoglienza “Capitiniana” 🏳‍🌈🏳‍🌈 ha fatto il suo vessillo: Perugia. L”Augusta vetusta Perusia si trova davanti un problema di non poco conto. 11 dei 22 ricoverati, di diverse nazionalità presso il Cva dei Rimbocchi – alla periferia ovest della città – si sono dileguati perdendosi di nuovo nella notte perugina, al freddo e nel coprifuoco. Questo dopo che il Comune ha disposto lo sgombro della struttura che li ospitata. Dispositivo che ha cercato di far rispettare la Polizia locale di Perugia. Ma loro non si sono mossi di lì, ostinati a rimanere dove, seppur non in una reggia, un giaciglio e un tozzo di pane da mangiare ce l’hanno.

Ai Rimbocchi, non solo la polizia del municipio, ma anche l’Arma Benemerita dei Carabinieri che, però, non ha giurisdizione su questioni di questo tipo.

Nel  Cva, i rimasti sono ben 11 e non intendono andarsene, ci tengono a far sapere che la loro non è una  situazione che si può risolvere a suon di proroghe, né che vada considerata come “emergenza” covid. Vogliono una soluzione chiara, dignitosa e definitiva. Sono consapevoli del fatto che non troverebbero altrimenti riparo, le notti di Perugia ancora ruotano tra i 6 e i 7 gradi e per di più in piena pandemia.

Questa gente, arrivata da diverse parti del mondo e, alcuni, a Perugia oramai da qualche decennio, sono gli stessi che noi, distrattamente,  avremo incontrato mille e mille volte forse a chiedere l’elemosina agli angoli delle vie, lungo il centralissimo Corso Vannucci o all’inizio delle scale mobili vie centrali dell’opulenta Città.

  • Francesco Zuccherini (Pd comune Perugia)

«Mi pare evidente che le difficoltà riscontrate 15 giorni fa – dice Francesco Zuccherini (Pd comune Perugia) -, che hanno permesso la proroga dell’apertura del centro di accoglienza fino ad oggi, siano ancora presenti. Freddo ed emergenza covid, compreso il coprifuoco attivo, suggeriscono di prorogare l’apertura del centro di accoglienza, in attesa di mettere a sistema un metodo migliore di assistenza e un luogo più adatto per ospitare queste persone»

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Edi Cicchi

Cosa dice l’assessore Edi Cicchi “Sul cva dei Rimbocchi si stanno facendo delle strumentalizzazioni. Il Comune di Perugia spende 6 milioni all’anno per l’accoglienza e non credo che sia giusto dire che non stiamo facendo tutto quello che è possibile fare”. L’assessore al welfare Edi Cicchi non ci sta e rigira al mittente le polemiche sul caso dei Rimbocchi. Caso perchè questo fine settimana, come previsto dall’ordinanza del sindaco, lo spazio doveva chiudere: “Dal 16 maggio non possono più essere ospitati i senza fissa dimora esattamente come successo anche negli anni scorsi.

Anzi devo dire che quest’anno la proroga della chiusura è slittata fino a metà mese”, aggiunge l’assessore. Eppure ieri e domenica la situazione per quache attimo ha sfiorato la tensione. Sono stati poi il buonsenso dei presenti a ricomporre tutto alla calma.

Domenica hanno effettuato dei controlli i carabinieri e nel pomeriggio gli agenti della polizia locale. Da parte delle forze dell’ordine di fronte all’intenzione di alcuni ospiti di non andarsene non c’è stato alcun atto di forza. Scena che si è ripetuta anche ieri durante i nuovi controlli della polizia locale. Molti per altro i cittadini che si sono attivati per cercare di venire incontro alle difficoltà degli ospiti della struttura. I pasti sono stati portati tanto da alcuni residenti che dalla comunità di Sant’Egidio.

Alla fine ieri non c’è stato alcuno sgombero resta però da capire come si possa risolvere la questione. La gestione dell’accoglienza non può essere improvvisata e comporta anche spese e costi non indifferenti per un ente pubblico. “L’organizzazione del cva dei Rimbocchi costa 30 mila euro al mese, serve personale che sappia gestire le diverse situazioni e le diverse tipologie di ospiti spiega Cicchi ma da parte nostra nonostante tutto abbiamo messo a gara il servizio con una richiesta minima di 8 mesi e per dare assistenza a 30 adulti.

La gara con tutti i tempi necessari dovrebbe arrivare a definirsi anche prima della prossima stagione autunnale. E’ chiaro che non possiamo fare tutto e per spirito di accoglienza cerchiamo anche di non vedere sempre tutte le situazioni che arrivano al cva ma è chiaro che gli irregolari qui non possono stare. Non vogliamo che alcune scelte possano andare a discapito di famiglie e nuclei in difficoltà. Credo che tutti debbano assumersi le proprie responsabilità e cominciare a prendersi realmente in carico queste situazioni”, ha concluso. di Patrizia AntoliniCDU di oggi

  • La Comunità di Sant’Egidio Perugia

Comunità di Sant’Egidio Perugia: no alla chiusura del ricovero per i senza fissa dimora. Rendiamo ordinario prenderci cura delle persone con fragilità Il 3 maggio è prevista la chiusura del centro di accoglienza attivato dal Comune di Perugia per ospitare le persone senza dimora durante i mesi invernali. La chiusura della struttura individuata per il ricovero presso il CVA Rimbocchi non sarebbe motivata dalla necessità di riassegnare gli spazi al loro uso originario: si tratta di una struttura che resterà comunque inutilizzata in quanto in precedenza usata come magazzino.

Considerato poi che il Comune di Perugia ha pubblicato un bando di gara che prevede l’apertura di un ricovero permanente per venire incontro alle esigenze di tali persone la chiusura non avrebbe altro motivo se non quella del “si è sempre fatto così”. Peccato che questo non sia un anno ordinario e tenere aperto il ricovero di Rimbocchi rappresenterebbe una temporanea ma necessaria transizione verso l’auspicata presenza di un ricovero permanente anche a Perugia.

Diversamente qualora le persone fossero costrette a tornare in strada, l’accesso ai servizi territoriali sarebbe per esse ancora più complicato in un momento in cui siamo ben lontani dal ritorno alla normalità. Invitiamo a cogliere le opportunità offerte da questo tempo straordinario di pandemia per superare il concetto di “emergenza” e avviare subito un sistema di tutela e di reinserimento continuativo ed integrato. Rendiamo “ordinario” prendersi cura delle persone più fragili della nostra città.

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