Quattro città aprono le porte per la Giornata dei Poveri
Quattro chiese italiane si trasformano in sale cinematografiche per ospitare l’anteprima inclusiva del film Una fortuna di nonna, diretto da Sasie Sealy e interpretato da Tsai Chin, in occasione della Giornata mondiale dei Poveri di domenica 16 novembre 2025. L’iniziativa, promossa da Invisible Carpet, società nata nel 2020 con l’obiettivo di portare il cinema agli “invisibili”, approda a Perugia, Roma e Napoli, coinvolgendo luoghi di culto di grande valore storico e spirituale.
A Perugia, domenica 16 novembre 2025, la proiezione si terrà nella Chiesa di Santa Maria Nuova in via Pinturicchio, con il sostegno della Regione Umbria, della Caritas diocesana e del parroco Don Marco Briziarelli, insieme al vescovo monsignor Maffeis. L’appuntamento è fissato alle 18:00.
A Roma, nella stessa giornata, sarà protagonista la Basilica di San Lorenzo in Lucina, nel cuore della capitale.
A Napoli, sempre domenica 16 novembre, si terranno due proiezioni: nella Chiesa-Teatro del Rione Sanità e nella Chiesa Donnaregina Nuova, parte del complesso monumentale del Museo Diocesano.
Il film, girato a New York nel quartiere di Chinatown, affronta con ironia e delicatezza temi come povertà, solitudine, integrazione, amicizia e famiglia, proponendo una riflessione sulla dignità e sul valore della comunità. La regista Sealy, già premiata per i suoi corti, firma qui il suo primo lungometraggio.
L’iniziativa gode del patrocinio del Giubileo 2025, della Regione Umbria, della media partnership di Rai Pubblica Utilità e della collaborazione di Fondazione Progetto Arca, Nazionale Italiana Cantanti, D’Uva Servizi Museali e altri enti.
Il Pro-Prefetto Mons. Rino Fisichella ha sottolineato il valore di speranza e comunione dell’evento, mentre l’assessore regionale Tommaso Bori ha ribadito l’importanza di abbattere barriere culturali e rendere accessibili i luoghi dell’arte. Don Briziarelli ha evidenziato come la proiezione in chiesa rappresenti un segno concreto di accoglienza e inclusione, capace di restituire sogni e dignità a chi vive ai margini.
Questa esperienza, fortemente sostenuta anche dall’assessore al Welfare Fabio Barcaioli, si propone come modello replicabile di solidarietà e partecipazione, dimostrando che la cultura può diventare strumento di cura e rinascita.

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