Al via “Orientabile”, supporto inclusivo a Perugia

Al via “Orientabile”, supporto inclusivo a Perugia

Servizio per la vita indipendente di persone disabili

Presentato a Palazzo dei Priori il nuovo progetto “Orientabile”, iniziativa che segna un avanzamento rilevante nelle politiche per l’inclusione delle persone con disabilità nel Comune di Perugia. Il servizio è stato ideato per offrire un supporto concreto nella costruzione di percorsi di vita personalizzati e autodeterminati. Il progetto nasce dalla sinergia tra il Comune di Perugia, l’Associazione Vita Indipendente Umbria APS e la USL Umbria 1, ponendo al centro un approccio che valorizza la consulenza alla pari, coerente con il recente decreto legislativo 62/2024 che promuove la realizzazione piena dei diritti delle persone con disabilità.

“Orientabile” si configura come un servizio innovativo di orientamento e accompagnamento che punta a rafforzare l’autonomia e la consapevolezza delle persone con disabilità, nonché a sostenere le loro famiglie nella definizione e gestione del proprio progetto di vita. L’iniziativa è frutto di un modello operativo mutuato dalle Agenzie per la Vita Indipendente, già sperimentato in altri contesti, che si avvale del peer counseling, metodo fondato sulla condivisione dell’esperienza tra pari, ossia tra persone che vivono situazioni analoghe.

Alla presentazione ufficiale del servizio sono intervenuti la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, l’assessora comunale alle politiche sociali Costanza Spera, la dirigente dell’Area Servizi alla persona del Comune di Perugia Roberta Migliarini, il presidente di AVI Umbria APS Andrea Tonucci e la direttrice del Distretto del Perugino della USL Umbria 1 Barbara Blasi. Presenti anche altri operatori del settore, tra cui Francesca Cagnoni, responsabile del Servizio sociale del Distretto del Perugino, l’assistente sociale Giulia Mandoloni del Centro per l’Autonomia Umbro e il consulente alla pari Marian Sorin Pop.

Finanziato con fondi del Piano Sviluppo e Coesione della Regione Umbria, “Orientabile” è già operativo attraverso tre presidi locali: la Casa della Comunità di Ponte San Giovanni, il Centro di Salute di Ellera di Corciano e il Centro di Salute di San Sisto. Ogni punto di accesso è attivo in giorni e orari prestabiliti per garantire un supporto continuativo sul territorio.

Il servizio si rivolge a un’ampia platea: persone con disabilità, familiari o soggetti di riferimento, beneficiari dei progetti di Vita Indipendente previsti anche dalla legge 112/2016 “Durante e Dopo di Noi”, nonché a coloro che intendano conoscere i servizi e le risorse disponibili per favorire l’autonomia delle persone disabili. L’iniziativa coinvolge anche gli stakeholder del settore, cioè tutti quei soggetti pubblici e privati che, a vario titolo, contribuiscono all’elaborazione e all’attuazione delle politiche per la disabilità.

Attraverso “Orientabile”, si intende non solo accompagnare l’individuo verso la propria autodeterminazione, ma anche rafforzare la dimensione comunitaria. L’obiettivo è creare una rete territoriale viva, fatta di relazioni e scambi, dove ogni soggetto diventi parte attiva nella promozione di ambienti inclusivi. A questo scopo, i consulenti alla pari, persone con disabilità formate per svolgere questo ruolo, agiscono come facilitatori nella costruzione di percorsi di vita coerenti con le reali esigenze e desideri della persona.

Il Comune di Perugia ha affidato il servizio ad AVI Umbria APS a dicembre 2024, con un finanziamento iniziale di 17.800 euro. Secondo quanto riferito, l’obiettivo è garantire continuità oltre la fase sperimentale, attraverso l’individuazione di ulteriori risorse e fondi, al fine di consolidare un servizio strutturato e permanente nel territorio.

Nel corso dell’incontro, la sindaca Ferdinandi ha evidenziato il cambiamento di approccio dell’amministrazione nel trattare le tematiche legate alla disabilità. Ha sottolineato l’importanza di trasformare i principi teorici di inclusione in azioni concrete, dando voce e spazio a chi vive direttamente la condizione di disabilità. In questo quadro, “Orientabile” rappresenta un esempio concreto di come un ente locale possa assumere un ruolo attivo nel garantire diritti e opportunità, anche attraverso la partecipazione diretta dei soggetti interessati nella definizione dei servizi pubblici.

L’assessora Spera ha ricordato che si tratta del primo servizio peer to peer attivato nella Zona sociale 2, sottolineando il valore aggiunto che deriva dall’aver riattivato una progettualità rimasta a lungo in sospeso. Ha anche richiamato il rafforzamento dell’integrazione con i servizi sanitari, confermato dalla scelta di collocare alcuni sportelli nelle sedi sanitarie distrettuali. Il servizio dunque si pone come elemento strategico nella riorganizzazione delle politiche sociali locali, basate su un metodo realmente centrato sulla persona.

La direttrice del distretto sanitario Barbara Blasi ha evidenziato l’importanza del contributo delle realtà associative, soprattutto quelle nate da esperienze dirette come AVI Umbria. Ha ribadito il valore della collaborazione avviata con il Comune e concretizzatasi nel dicembre 2024 con la stipula dell’accordo di programma, che ha già dato origine al Punto unico di accesso della Casa della Comunità di Ponte San Giovanni. In questa prospettiva, “Orientabile” si configura come una naturale evoluzione del percorso già intrapreso, che include le associazioni nel sistema dei servizi pubblici.

Anche Francesca Cagnoni ha insistito sull’arricchimento reciproco che si è sviluppato tra i professionisti della sanità e i consulenti alla pari, sottolineando come questa collaborazione abbia favorito un cambiamento culturale e operativo, orientato al riconoscimento del diritto, oltre che del bisogno.

La dirigente Roberta Migliarini ha illustrato il metodo della consulenza alla pari, chiarendo che si tratta di una relazione di mutuo aiuto tra persone che condividono una medesima condizione. Tale impostazione si basa sui principi della Vita Indipendente, che hanno rivoluzionato l’approccio tradizionale alla disabilità. Non più una condizione da assistere in modo passivo, ma un’identità complessa da valorizzare, in cui i bisogni e le capacità individuali diventano centrali. Il consulente alla pari assume dunque un ruolo chiave, accompagnando la persona nella definizione del proprio progetto di vita, facilitando la consapevolezza dei propri diritti e possibilità.

Andrea Tonucci, presidente di AVI Umbria, ha parlato dell’apertura di una nuova prospettiva per le persone con disabilità, che potranno così indicare direttamente al sistema dei servizi quali siano gli strumenti e i supporti necessari a raggiungere i propri obiettivi personali. Ha inoltre annunciato l’imminente attivazione di un presidio dedicato alla Vita Indipendente presso l’Unità spinale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, anch’esso gestito da AVI.

“Orientabile” si pone quindi come modello d’intervento che unisce esperienza diretta, competenza tecnica e presenza territoriale. In questo quadro, la partecipazione attiva delle persone con disabilità diventa una risorsa imprescindibile per costruire servizi realmente efficaci, rispettosi delle differenze e capaci di generare cambiamento. La presenza di sedi operative decentrate e la disponibilità di contatti diretti testimoniano la volontà di costruire un rapporto continuativo e accessibile con l’utenza, mantenendo un approccio concreto e personalizzato.

L’iniziativa rappresenta un ulteriore tassello nelle politiche di inclusione attuate a livello locale, contribuendo a colmare le distanze tra i bisogni espressi dalle persone con disabilità e le risposte offerte dal sistema dei servizi pubblici. Con “Orientabile”, Perugia compie un passo importante verso la piena realizzazione dei diritti delle persone con disabilità, promuovendo un’idea di cittadinanza attiva e solidale, fondata sulla valorizzazione delle esperienze individuali e sulla costruzione condivisa di percorsi di autonomia.

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