Senza tutele legali, le escort chiedono di pagare le tasse
Senza tutele legali – Le sex worker italiane, come Elisa Italiana ed Elly, denunciano la mancanza di una adeguata normativa che regolamenti il loro lavoro e garantisca loro i diritti fondamentali dei lavoratori. Nonostante siano una delle categorie professionali più numerose in Italia, con circa 30.000 escort attive solo online, le sex worker si trovano ancora in balia di un vuoto legislativo che le lascia in una condizione di precarietà e vulnerabilità.
L’unica legge che tocca il tema della prostituzione in Italia è la Legge Merlin, risalente al 1958 e ormai del tutto inadeguata alle esigenze della società contemporanea. Da allora non ci sono stati sostanziali progressi, ed è paradossale che in un Paese dell’Unione Europea nel 2024 le sex worker non possano contare su alcuna tutela in ambito assicurativo, previdenziale o creditizio. Questa mancanza di diritti riconosciuti espone le lavoratrici del sesso a gravi rischi per la loro salute e sicurezza, tanto che molte di loro, per timore di essere considerate illegali, non denunciano neppure gli episodi di violenza subiti.
Le sex worker auspicano un approccio di regolamentazione del settore, sul modello di quanto avviene in altri Paesi europei come Germania, Paesi Bassi e Svizzera. Ciò permetterebbe di creare un quadro normativo specifico, volto a garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose, oltre che a tutelare i diritti fondamentali di questa categoria di lavoratori. Il Sex Workers’ Day rappresenta un’occasione importante per avviare un dialogo aperto e inclusivo, che valorizzi le esperienze e le richieste delle stesse lavoratrici del sesso, in vista di una società più equa e moderna.

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