Umbria nella cioccolata! Napolitains, la querelle continua, ora è Ferrucci

Regione Umbria, designati i vertici di tre partecipate
foto repertorio

Umbria nella cioccolata! Napolitains, la querelle continua, ora è Ferrucci

Umbria nella cioccolata – Un post che ho fatto poche ore fa ha suscitato e alimentato molte polemiche. E allora provo a sintetizzare ciò che penso:

1. Una Regione, come istituzione pubblica, ha il dovere di promuovere il proprio territorio nei modi e nelle forme che ritiene più opportuno, tramite i fattori di attrattività storico-culturali, eventi eno-gastronomici e così via;
2. Quando la promozione di un territorio si fonda su prodotti agro-alimentari identitari, ci deve essere un legame stretto e indissolubile tra ciò che realizzo, come gadget, e il luogo nel quale esso è prodotto;

3. E’ indiscutibile che l’Umbria – come l’Italia – sia un paese importatore e trasformatore di molte materie prime con le quali, grazie alla propria industria, realizza prodotti di eccellenza apprezzati nel mondo. Produciamo e vendiamo caffè di qualità senza produrre drupe; produciamo pasta importando grano; e così via. Quindi, se vogliamo valorizzare l’identità storica di una filiera del cioccolato regionale, non si deve produrre il cacao in Umbria ma lo si deve comunque poter lavorare e trasformare in prodotti di eccellenza. E ciò (mi sembra) lo sappiamo fare in Perugina, ma non solo in tale azienda. E se ci sono “pezzi” di filiera regionale da completare, ciò è compito anche del Governo Regionale con gli opportuni strumenti di politica industriale e agro-alimentare;

4. Una Regione quindi può valorizzare la propria identità territoriale, anche ancorandola a specifici prodotti agro-alimentari (per l’Umbria, ad esempio, tartufi, norcineria, olio, vino, cioccolata e altro). Ma occorre essere certi che essi siano realizzati in Umbria, e non in altri luoghi;

Napolitains a marchio Regione Umbria, la replica di Guarducci

5. Un imprenditore può realizzare i propri prodotti anche in altri luoghi, nell’ambito della sua libertà decisionale e delle sue ragioni di convenienza. In passato, mi risulta che la stessa Perugina avesse, nel proprio portafoglio-prodotti e con il proprio brand, referenze prodotte fuori dai confini regionali. Mi meraviglio che al tempo nessuno sottolineò, con la stessa enfasi che vedo lievitare in queste ore, quella nota stonata;

6. Al contrario, una Regione, se affida la produzione di un gadget di cioccolato ad un imprenditore regionale, deve, tra le regole giuridiche ed economiche di tale affidamento, stabilire che esso debba essere prodotto entro i confini di tale territorio, e non altrove;

7. Se tale disposizione da parte della Regione non c’è, è giusto che l’imprenditore in questione si rivolga dove ritiene più giusto e conveniente. E mi risulta che, con l’allora governo regionale nel 2013, sia accaduta, sempre con i cioccolatini, una cosa assolutamente simile;

8. E se il prodotto viene realizzato in altre regioni ma con il logo della Regione Umbria, mi sembra evidente l’effetto boomerang della comunicazione istituzionale. In effetti, non si tratta di far realizzare una cartellonistica pubblicitaria (e qui il luogo di produzione è irrilevante) ma un prodotto identitario di un luogo. Ne consegue che il binomio prodotto/territorio deve essere inoppugnabile;

9. Nell’ambito delle discussioni che ho letto, ho percepito toni e affermazioni che non condivido. Io personalmente ho molta stima per ciò che l’imprenditore Eugenio Guarducci ha fatto e potrà fare per la città di Perugia e per l’Umbria. E’ riuscito a valorizzare un evento – Eurochocolate – fondandolo su una identità storica e manifatturiera che appartiene alla città. E, da anni, egli stesso sostiene, a mio giudizio validamente, l’importanza di realizzare un luogo esperienziale dove si possa vivere l’emozione e la cultura del cioccolato;

10. Oggi e domani però godiamoci l’evento di celebrazione dei 100 anni dei Baci. Sono sicuro che dai pianoforti disseminati lungo Corso Vannucci non uscirà alcuna altra nota stonata. Sicuramente non saranno i circa 150 kg di cioccolatini realizzati a distrarci da questo bell’evento. Spero soltanto che, in futuro, la Regione possa prestare maggiore attenzione a queste cose.

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