Napolitains a marchio Regione Umbria, la replica di Guarducci

Ribadiamo che, come già successo anche in passato (BIT 2013), la scelta di cui sopra è esclusivamente dettata da ragioni tecnico/produttive e non è stata appannaggio né degli organi politici né di quelli amministrativi della Regione Umbria, ma è ricaduta esclusivamente nella nostra responsabilità di esecutori di articolati progetti di comunicazione e promozione che coinvolgono anche l’ente regionale. La stessa cosa è avvenuta in passato per altri enti pubblici e aziende private operanti nell’intero territorio nazionale.

Caro Luca,
la tua osservazione può, di primo impatto, essere corretta ma, essendo il sottoscritto pienamente al corrente dei fatti mi corre l’obbligo fornire delle informazioni puntuali che spero siano in grado di contribuire a costruire una corretta opinione ed a smorzare una polemica che francamente trovo sovradimensionata.
Questa tipologia di cioccolatini si chiamano in gergo cioccolatiero “Napolitains” e si prestano molto bene per essere omaggiati in particolari occasioni. Non solo eventi ma anche presso Hotels o Ristoranti/Bar. Consentono di comunicare un marchio e/o un messaggio con un costo contatto molto contenuto. La produzione dei Napolitains ha però bisogno di una tecnologia che non è presente nella nostra regione e non cosi facile da trovare nel resto d’Italia. In questo caso sono stati commisssionati da Eurochocolate e realizzati nel 2021 (con scadenza Marzo 2023) per conto della Regione Umbria Assessorato al Turismo per una distribuzione presso il proprio stand istituzionale durante la prima edizione a Bastia Umbra dove, l’anno scorso, mi è capitato di assaggiare una stessa tipologia di cioccolatino (buono) con logo Umbriafiere prodotto ad Alicante (Spagna). La piccola rimanenza di prodotto l’abbiamo utilizzata quest’anno per gratificare tutti coloro (2400 persone) che all’uscita dall’evento hanno voluto rispondere ad un sondaggio i cui risultati saranno comunicati proprio stamattina come già avevamo anticipato nel corso della tradizionale conferenza stampa di consuntivo Eurochocolate.
La ditta che ha prodotto i cioccolatini è anche la stessa che ha assistito in passato ed assiste tuttora anche al lancio di alcuni prodotti importanti di grandi firme del cioccolato italiano ivi comprese quelle che ricadono nella nostra regione o nel blasonato Piemonte. Un produttore quindi di riconosciuta qualità che, assumendo il ruolo di copacker (terzista) per grandi firme, è obbligato a sottoporsi a continui audit qualitativi da parte di numerosi soggetti.
La ditta in questione, in attesa di cambiamenti climatici che nessuno però si augura, non coltiva Cacao Veneto vicino al suo stabilimento ma, come tutte le aziende italiane, lo trasforma in cioccolato partendo da semilavorati industriali. In attesa quindi che anche in Umbria qualcuno possa investire pesantemente su questa tecnologia ti invito ad assaggiare gli ultimi cioccolatini rimasti attraverso un test di comparazione con altri rinomati brand e vedrai che, come me, rimarrai sorpreso. Sono una ventina e li trovi nel mio ufficio accanto al mio PC dove ti potrò mostrare tutte le grafiche degli incarti fatti in questi ultimi 10/15 anni per vari enti pubblici ed aziende private. In passato lo stesso identico “esercizio” fu fatto nel 2013 sempre per la Regione Umbria in occasione della BIT di Milano (vedi allegato). Coletto credo che non fosse ancora arrivato.
La favola dei cioccolatieri perugini è bella da raccontare ma stiamoci sempre molto attenti a come raccontarla. Nessuno di loro, compreso il sottoscritto, ha un pieno controllo del processo di filiera che parte dalle piantagioni di cacao e passa per processi produttivi che vedono i nostri produttori locali abilmente destreggiarsi nella selezione accurata di semilavorati industriali e nel loro successivo utilizzo attraverso ricettazioni sempre piu’ interessanti e di qualità. Solo alcuni stanno iniziando timidamente e coraggiosamente a muovere i primi passi partendo anche dalla tostatura delle fave di cacao. Ma parliamo dello 0,0001 % della produzione locale.
Non sono di certo i 150 kg di Napolitains prodotti nel 2021 per conto della Regione Umbria Assessorato al Turismo a cambiare le sorti dell’immagine e dei volumi produttivi del cioccolato di Perugia. Sono piuttosto le politiche di promozione e valorizzazione attuate dalle istituzioni locali su questo settore che andrebbero analizzate e magari comparate con il passato. Ma questo è un lavoro che non si risolve in un post su Facebook e che spetterebbe a fini intellettuali e non certo ad un cioccolataio come me!


Bravo Guarducci. Sorvolo sull’ altro, non merita la benché minima attenzione.
Caro Guarducci hai voglia a spiegare, a fornire ragguagli tecnici, a fare chiarezza, tutto tempo sprecato, con politicanti che ormai si sono fatti il loro bel film e portano avanti il loro copione fino alla morte. L’ ultima è tal pavanelli degli ondivaghi cinquestelle, quelli di mai col piddi, della quale ho letto un penoso intervento su un giornale online della MVT.