Presentati emendamenti per sostenere imprese e territori
L’eurodeputato Marco Squarta (Fratelli d’Italia/ECR) segue al Parlamento europeo il dossier sul Fondo europeo per la competitività, uno dei principali strumenti previsti nel prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea 2028-2034. Nel corso dell’esame parlamentare Squarta, che segue il file per il gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), ha presentato una serie di emendamenti con l’obiettivo di rafforzare il sostegno alle imprese, agli investimenti e allo sviluppo dell’economia reale.
Il nuovo Fondo europeo punta a sostenere innovazione, industria e crescita economica, coordinando diversi strumenti finanziari europei e mobilitando risorse per circa 400 miliardi di euro. “Questo fondo può diventare uno strumento importante per il futuro economico dell’Europa – ha dichiarato Squarta – ma deve servire davvero a sostenere chi produce, innova e crea lavoro”.
Gli emendamenti presentati dall’eurodeputato mirano in particolare a rafforzare la capacità del Fondo di attivare nuovi investimenti e sostenere la crescita delle imprese, con un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese, che rappresentano la struttura portante dell’economia europea e italiana.
“Troppo spesso i fondi europei sono complessi e difficili da utilizzare per le imprese più piccole. Dobbiamo rendere l’Europa più semplice e più vicina a chi lavora e fa impresa ogni giorno”.
Tra i punti centrali delle modifiche proposte vi è anche la necessità di accompagnare la transizione verde e digitale senza indebolire il sistema produttivo europeo. “La sostenibilità ambientale è una sfida fondamentale, ma deve andare di pari passo con la competitività economica. L’Europa deve continuare a produrre e a innovare, senza mettere in difficoltà le proprie imprese”.
Infine Squarta ha sottolineato l’importanza che strumenti europei come questo possano sostenere anche i territori e le economie locali.
“Regioni come l’Umbria, con un tessuto forte di piccole e medie imprese, devono poter accedere pienamente alle opportunità europee. Le politiche dell’Unione devono servire a rafforzare le filiere produttive locali e creare nuove opportunità di sviluppo”.

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