Stadio-clinica: Tar entra nel vivo, avvocati pronti al duello

Stadio-clinica: Tar entra nel vivo, avvocati pronti al duello

Udienza decisiva a Perugia sul progetto stadio-clinica di Terni

| di Marcello Migliosi

Stadio-clinica al centro della fase più delicata del contenzioso amministrativo avviato nell’autunno scorso. Martedì mattina, davanti al Tar dell’Umbria, è fissata l’udienza pubblica di merito sul ricorso promosso dalla Regione contro il Comune di Terni. L’oggetto del giudizio riguarda la determina dirigenziale del 23 luglio 2025, firmata dal dirigente ai lavori pubblici e Rup Piero Giorgini, atto che ha consentito di procedere sul progetto di valorizzazione dello stadio “Liberati” con la contestuale realizzazione di una struttura sanitaria privata.

Lo scontro istituzionale e il rinvio al merito

La controversia ha preso corpo nell’ottobre 2025, quando la Regione ha impugnato l’atto comunale ritenendo non superate le prescrizioni imposte in sede di conferenza di servizi del 2022. Il 19 novembre 2025 il Tar ha disposto il rinvio al merito, aprendo una fase di approfondimento giuridico che ora approda all’udienza decisiva.

Il cuore della determina del 23 luglio 2025

Il nodo centrale resta il punto 6 della determina Giorgini, relativo all’efficacia del titolo abilitativo per la costruzione della casa di cura. Secondo l’impostazione comunale, la legittimità dell’intervento discenderebbe dal combinato disposto tra l’esito della conferenza di servizi decisoria regionale del 4 novembre 2022 e l’atto dirigenziale del luglio 2025. Una lettura che la Regione contesta, sostenendo la permanenza di condizioni e limiti non superati.

Prescrizioni, atti e precedenti amministrativi

Nel fascicolo processuale confluiscono passaggi chiave dell’intera vicenda: dal progetto definitivo dell’8 febbraio 2022, dal valore di 62,1 milioni di euro con una concessione di 44 anni, all’approvazione regionale del 3 novembre 2022 con prescrizioni ritenute decisive. Sullo sfondo anche il pronunciamento del Tar del maggio 2025 sul ricorso Ternana del 2022 e il verbale di concordamento del marzo 2023, che dettaglia le condizioni post conferenza.

Magistrati e collegio difensivo

A decidere saranno i magistrati Pierfrancesco Ungari, presidente del Tar, Floriana Venera Di Mauro e Daniela Carrarelli. Nutrito il fronte legale: Anna Rita Gobbo e Luca Benci per la Regione Umbria, Paolo Gennari e Francesco Silvi per il Comune di Terni, Carmine Andrea Silvestri per Stadium Spa, Giovanni Ranalli per Ternana Women srl e Ternana Calcio srl, che hanno depositato un ricorso incidentale il 28 novembre. Non risultano costituite Provincia, Prefettura e Usl Umbria 2.

Tempi della decisione e scenari futuri

L’esito non sarà immediato. In base all’articolo 89 del codice del processo amministrativo, la sentenza dovrà essere redatta entro 45 giorni dalla decisione, rendendo improbabile una pubblicazione entro febbraio. Più realistico uno scenario tra fine febbraio e inizio marzo, con la prospettiva concreta che la parte soccombente prosegua il confronto davanti al Consiglio di Stato, prolungando uno scontro che incrocia urbanistica, sanità e interessi pubblici strategici.

“Spiegone giornalistico” 

Stadio-clinica di Terni, perché Regione e Comune sono ai ferri corti

La partita sul progetto stadio-clinica di Terni è diventata uno dei confronti istituzionali più duri degli ultimi anni in Umbria. Al centro c’è un intervento che unisce la riqualificazione dello stadio “Liberati” alla costruzione di una clinica privata, ma sullo sfondo si gioca una sfida ben più ampia: chi ha il potere di decidere quando urbanistica e sanità si intrecciano.

Tutto nasce nel 2022, quando la Regione Umbria approva il progetto in conferenza di servizi, ma lo fa imponendo prescrizioni precise e vincolanti, soprattutto sul fronte sanitario. In particolare viene fissata la necessità di verificare il numero dei posti letto privati e la loro compatibilità con la programmazione regionale. Per Palazzo Donini quelle condizioni rappresentano un passaggio obbligato prima di qualsiasi via libera definitivo.

Il Comune di Terni, oggi guidato da Stefano Bandecchi, interpreta però quegli atti in modo diverso. Secondo l’amministrazione comunale, le prescrizioni sarebbero state superate nel tempo attraverso atti successivi e valutazioni tecniche. Su questa base, il 23 luglio 2025 il dirigente ai lavori pubblici firma una determina che riconosce l’efficacia del titolo abilitativo per la realizzazione della clinica. Pochi giorni dopo, il 1° agosto, viene sottoscritta anche la convenzione.

È a questo punto che scatta il ricorso della Regione. Secondo l’ente regionale, il Comune avrebbe forzato la mano, attribuendosi una competenza che non gli spetta. La sanità, sostengono gli uffici regionali, resta materia di programmazione sovracomunale e non può essere sbloccata da una determina dirigenziale, soprattutto in presenza di prescrizioni mai formalmente rimosse.

Il conflitto, però, non è solo tecnico. La vicenda assume rapidamente una valenza politica. Bandecchi difende il progetto come occasione di sviluppo, investimenti e rilancio per Terni, denunciando un atteggiamento ostruzionistico della Regione. Dall’altra parte, Palazzo Donini rivendica il ruolo di garante dell’equilibrio del sistema sanitario pubblico e privato, temendo un precedente capace di aggirare le regole regionali.

Ora la parola passa al Tar dell’Umbria. I giudici amministrativi dovranno stabilire se il Comune poteva considerare superate le prescrizioni regionali e se il titolo edilizio per la clinica fosse realmente efficace. Non una decisione immediata: la sentenza è attesa tra fine febbraio e inizio marzo, con l’ipotesi concreta che la parte soccombente ricorra poi al Consiglio di Stato.

In gioco non c’è soltanto il futuro dello stadio “Liberati” o della clinica privata, ma il confine tra poteri locali e regionali. Un confine che, a Terni, è diventato terreno di scontro aperto.


Dove nasce il conflitto

Il punto di rottura è chi ha l’ultima parola nel dire se la clinica si può costruire oppure no.

1️⃣ La conferenza di servizi del 2022

Nel novembre 2022 la Regione approva il progetto con prescrizioni vincolanti, soprattutto:

  • sul numero di posti letto privati

  • sulla coerenza con il piano sanitario regionale

  • sulla necessità di verifiche successive prima di costruire

Per la Regione quelle condizioni non sono mai state superate formalmente.


2️⃣ La linea del Comune (Bandecchi)

Il Comune sostiene che:

  • quelle prescrizioni siano state assorbite o superate

  • il progetto sia urbanisticamente e amministrativamente legittimo

  • la clinica possa procedere perché il titolo edilizio è valido

Il 23 luglio 2025 il dirigente comunale firma una determina chiave che di fatto dice:
👉 si può costruire la clinica.

Da qui il Comune va avanti e firma la convenzione il 1° agosto 2025.


3️⃣ La reazione della Regione

La Regione legge quella determina come uno strappo istituzionale:

  • secondo Palazzo Donini, un dirigente comunale non può “chiudere” una partita sanitaria regionale

  • il tema dei posti letto privati resta centrale

  • il rischio è alterare l’equilibrio pubblico-privato della sanità umbra

Per questo impugna l’atto al Tar nell’ottobre 2025.


Perché la tensione è anche politica

Qui entra in gioco Stefano Bandecchi.

  • Bandecchi rivendica il progetto come volano di sviluppo

  • accusa la Regione di ostruzionismo politico

  • parla di difesa degli interessi di Terni contro Perugia

La Regione, invece:

  • difende la programmazione sanitaria

  • teme un precedente pericoloso

  • non vuole che un Comune scavalchi le competenze regionali

Non è solo una lite tecnica: è uno scontro di potere istituzionale.


Cosa deve decidere il Tar

Il Tar non entra nel merito “se la clinica è buona o cattiva”, ma deve stabilire:

  • il Comune poteva dichiarare valido il titolo edilizio?

  • le prescrizioni regionali del 2022 erano davvero superate?

  • chi comanda quando urbanistica e sanità si sovrappongono?

È per questo che si parla di fase “calda”: la decisione farà giurisprudenza.


Perché è una partita enorme per Terni

Se passa la linea del Comune:

  • il progetto va avanti

  • Bandecchi esce rafforzato

  • si apre la strada a nuovi modelli pubblico-privato

Se passa la linea della Regione:

  • lo stadio-clinica si blocca o rallenta

  • il Comune subisce uno stop pesante

  • il controllo regionale sulla sanità resta blindato

In ogni caso, chi perde quasi certamente andrà al Consiglio di Stato.


I video

 

 

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