Sanità privata, sindacati Umbria, sconcerto per richieste cassa integrazione

Appello alla presidente Tesei: "Si mettano personale e strutture a disposizione della sanità pubblica"

 
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Sanità privata, sindacati Umbria, sconcerto per richieste cassa integrazione

“In queste ore stiamo ricevendo richieste di attivazione della cassa integrazione da parte delle strutture della sanità privata dell’Umbria. Non possiamo che esprimere il nostro sconcerto, anche a fronte delle recenti dichiarazioni della presidente Tesei sulla necessaria collaborazione richiesta a queste strutture”. Così in una nota i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini.

“Proprio alla presidente facciamo appello, ritenendo che, in questo momento di drammatica emergenza, anche la sanità privata debba fare la propria parte, mettendo a disposizione strutture e personale – continuano i tre segretari – Chiediamo pertanto l’applicazione di quanto previsto dall’art. 3 del decreto Cura Italia, che prevede la possibilità per il personale sanitario delle strutture private di continuare a prestare la propria opera a sostegno del servizio pubblico, regolamentando il “distacco” ex art.30 del DL 276/03”.

“Al contempo – concludono Sgalla, Manzotti e Bendini – si potrebbero mettere a disposizione dei cittadini gli spazi già attrezzati, ma al momento inutilizzati, delle strutture della sanità privata, per far fronte alle necessità di cura della popolazione umbra. Chiediamo quindi l’immediata attivazione delle misure necessarie all’avvio della fattiva collaborazione e restiamo in attesa di una celere risposta convinti che la salute dei cittadini venga prima di ogni altro interesse”.

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