Premio Atlandide, la cerimonia di chiusura in Sala dei Notari

Premio Atlandide, la cerimonia di chiusura in Sala dei Notari

Premio Atlandide, la cerimonia di chiusura in Sala dei Notari

Sala dei Notari di Palazzo dei Priori gremìta per il Premio internazionale Atlantide, il riconoscimento che dal 2016 vuole portare all’attenzione del pubblico storie di persone che si dedicano alla scoperta, alla ricerca e alla diffusione della cultura del mare. L’appuntamento, che si tiene annualmente in uno scenario speciale, per la prima volta si è svolto nel capoluogo umbro ottenendo anche il patrocinio del Comune di Perugia.
A introdurre e presentare la quinta edizione è stata Claudia Carrescia, esperta di narrazione e docente.


da Servizio Giunta Comune di Perugia


Le ragioni che hanno portato all’istituzione del riconoscimento sono state illustrate dal suo ideatore, il perugino Vittorio Bianchini: “Studio sistemi di respirazione in ambienti estremi e il mio lavoro mi ha portato a viaggiare in tutto il mondo. Così ho conosciuto biologi, naturalisti e altri professionisti. Persone fantastiche i cui racconti meritano di essere portati a conoscenza del pubblico. Coloro che hanno dato un contributo alla cultura del mare, che poi è cultura dell’ambiente, dato che il mare è risorsa vitale del nostro pianeta, devono raccontare le proprie vite perché non ne ho mai sentite di più interessanti”.

Cristina Bertinelli, assessore del Comune di Perugia, ha portato i saluti del sindaco Andrea Romizi e dell’amministrazione, esprimendo soddisfazione per la scelta della Sala dei Notari per la cerimonia di premiazione. “Una scelta non casuale – ha ricordato l’assessore – perché proprio in via della Gabbia, a due passi da qui, nel 1966 nacque la prima associazione subacquea dell’Umbria, una delle prime del settore fondate in Italia. A opera dei suoi fondatori, tra cui Walter Paganini, Lamberto Becchetti e Sergio Biagini, furono organizzate iniziative divulgative sull’attività subacquea e i primi corsi per sommozzatori”. Da allora è cresciuta l’attenzione per il mare e il mondo sommerso, sicché “la collocazione del Premio internazionale Atlantide a Perugia ci ricorda che la passione per la cultura del mare nata in via della Gabbia si è sviluppata e ha fatto il giro del mondo attraverso l’attività di numerosi brevettati”.

Tra gli ospiti autorevoli, il professore Gerardo Bosco, presidente della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica. Proprio Bosco ha consegnato uno dei premi in programma, quello a Giampaolo Consoli, comandante del gruppo Operativo Subacquei del Raggruppamento Subacquei e incursori di La Spezia, che a sua volta, a sorpresa, ha tributato un riconoscimento a Vittorio Bianchini.

Premiati anche Paola Catapano, da più di 25 anni comunicatrice scientifica al Cern di Ginevra e giornalista scientifica; Massimo Scarpati, con più di 2.300 immersioni oltre i cento metri e quasi 10mila ore d’immersione autonoma ad alto fondale, vincitore di vari campionati mondiali per l’attività in apnea; Angela Bandini, che nel 1989 ha raggiunto il record mondiale di uomini e donne in apnea profonda assetto variabile di -111 metri, battendo così due leggende come Enzo Maiorca e Jacques Mayol; Pippo Cappellano, giornalista, regista e autore di documentari che nel corso della sua carriera ha diretto oltre 300 documentari in tutto il mondo, tra cui diverse serie per la Rai sull’esplorazione marina e sull’archeologia subacquea.

Premio alla memoria per Luigi Ferraro, ricordato dal figlio Paolo, a sua volta un nome del mondo subacqueo, per Stefano Venturini, ritirato dalla moglie, e per Danilo Amorini, con la consegna fatta alla moglie Valeria da Francesco Pinelli, storico esponente della subacquea perugina che ha ricordato l’amico insieme al quale divenne istruttore nei primi anni Settanta.

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