Colaci avverte: a Piacenza [Video] serve concentrazione massima

Colaci avverte: a Piacenza serve concentrazione massima

Il libero perugino: “Gara dura, tutto può ancora accadere”

Colaci avverte: a Piacenza – Alla vigilia di gara due della serie che assegna il terzo posto in SuperLega, Massimo Colaci ha offerto un’analisi lucida e concreta del momento di Perugia, impegnata sul campo di Piacenza con l’obiettivo di chiudere la contesa e qualificarsi alla prossima Champions League. Forte del vantaggio di 1-0, il libero umbro mantiene alto il livello di attenzione, sottolineando come nulla sia ancora deciso in una serie al meglio delle tre partite.

Colaci non si nasconde dietro facili entusiasmi e rimarca la necessità di affrontare la seconda sfida con la stessa intensità della prima. “Siamo solo sull’1-0”, ricorda, ribadendo che la squadra dovrà fare “un altro passo” per conquistare l’Europa che conta. Per farlo, sarà fondamentale confermare gli aspetti positivi visti al Palabarton, a partire dalla tenuta in ricezione contro una squadra, Piacenza, che si distingue per il servizio aggressivo e la potenza fisica.

Sul piano tecnico, Colaci evidenzia come una buona qualità in ricezione consenta ai palleggiatori di gestire meglio le fasi offensive, aumentando le percentuali di successo grazie anche alla qualità degli attaccanti a disposizione. Ma contro un avversario strutturato fisicamente, il rischio è sempre quello di scontrarsi con un muro difficile da superare, soprattutto con palloni staccati dalla rete.

Sul piano mentale, l’esperienza insegna che non basta gestire bene il vantaggio momentaneo: “Le partite sono lunghe, lunghissime”, avverte il numero uno della seconda linea bianconera, spiegando che i margini di vantaggio non offrono garanzie fino alla caduta dell’ultima palla. L’esempio è il primo set di gara uno, in cui Perugia si è fatta rimontare da Piacenza dopo essere stata avanti 22-15. In quel frangente, sottolinea Colaci, i meriti vanno anche agli avversari, con particolare menzione per il servizio di Lucarelli, ma è chiaro che Perugia dovrà migliorare nella gestione di quei momenti, restando lucida in ricezione e precisa nelle soluzioni offensive.

Proprio il primo parziale di gara uno, vinto ai vantaggi nonostante la rimonta subita, rappresenta per Colaci un passaggio importante: arrivati al punto a punto, la squadra ha mantenuto il proprio stile di gioco, senza farsi sopraffare dal panico. Un segnale incoraggiante, secondo il veterano, soprattutto alla luce delle recenti delusioni che possono lasciare scorie emotive nell’ambiente. L’appoggio dei tifosi, seppur in un clima inevitabilmente meno euforico rispetto alle fasi finali scudetto, continua a rappresentare una costante positiva.

A Piacenza, però, sarà una gara diversa, anche per via delle incognite legate alla formazione avversaria. In gara uno, Piacenza ha dovuto adattare Bovolenta al ruolo di centrale accanto a Simon, soluzione d’emergenza che potrebbe essere riproposta. Colaci ha elogiato la prestazione del giovane, evidenziando la difficoltà di adattarsi in ruoli nuovi in sfide così delicate. Ma al di là delle scelte tecniche dell’avversario, la chiave sarà mantenere la concentrazione e non abbandonare mai i set, qualunque sia l’andamento del punteggio.

Colaci si aspetta un’altra battaglia, intensa e incerta. Una sfida che vale molto, non solo per l’accesso diretto alla Champions League, ma per la dignità sportiva di una stagione che, per entrambe le squadre, non si è conclusa con il traguardo massimo. “Una partita complicata”, ribadisce, con la consapevolezza che Piacenza, pur uscita con un secco 3-0 dalla semifinale con Trento, ha qualità per impensierire qualsiasi avversario, come dimostrano le prime due gare della serie, giocate punto a punto.

Infine, una riflessione personale di Colaci sul format della competizione che prevede questa mini-serie per il terzo posto. Un modello che, da un lato, dà valore alla parte conclusiva della stagione, ma che dall’altro, secondo alcuni, toglie meritocrazia a chi ha dominato la regular season. Colaci non si sbilancia troppo, pur esprimendo un certo favore per una formula che permette alle squadre di guadagnarsi l’Europa sul campo. Rispetto ai playoff Challenge, spesso snobbati da squadre e pubblico, ritiene più significativo disputare una finale, seppur per il terzo posto. Un’altra possibile evoluzione regolamentare, a suo avviso, potrebbe consistere nel premiare con la qualificazione europea anche la vincitrice della Coppa Italia.

In ogni caso, Colaci guarda avanti con la consueta determinazione. Preferiva un’altra finale, ma la sfida contro Piacenza è comunque prestigiosa. E Perugia vuole chiuderla il prima possibile.

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