Vaccinazioni, Umbria quinta regione per dosi usate, ma mancano vaccini

 
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Riorganizzazione servizi vaccinali, lo chiede Bori PD con interrogazione alla giunta

Vaccinazioni, Umbria quinta regione per dosi usate, ma mancano vaccini

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso, nella odierna seduta di question time, l’interrogazione a risposta immediata dei consiglieri regionali di minoranza Tommaso Bori, Michele Bettarelli, Simona Meloni, Fabio Paparelli, Donatella Porzi (Pd), Thomas De Luca (M5S), Andrea Fora (Patto civico) e Vincenzo Bianconi (misto) che chiede all’Esecutivo di Palazzo Donini “quante vaccinazioni sono state somministrate, il cronoprogramma aggiornato delle fasi che verrà seguito per le prossime vaccinazioni, il calendario vaccinale con scadenze chiare e definite, come è organizzata la logistica, se sono stati coinvolti i medici di medicina generale ed i pediatri; se è stato potenziato il personale sanitario per implementare i team vaccinali e se è prevista una campagna di comunicazione e informazione sull’adesione al vaccino; se ha valutato anche in Umbria di sperimentare la somministrazione dei vaccini nelle farmacie idonee e aperte al pubblico sotto la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri come previsto della Legge di Bilancio 2021; se intende fornire un quadro chiaro delle categorie che avranno priorità vaccinale in fase 2 e in fase 3”. Illustrando l’atto ispettivo, Bori ha detto che “ci sono criticità e ritardi sul piano vaccinale della Regione.

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Noi vogliamo sapere qual è la situazione vera, perché il piano di vaccinazione è la più grande risorsa e leva di sviluppo per far ripartire l’Umbria. Ma rappresenta anche l’unico mezzo efficace di protezione per operatori sanitari, degli ospiti nelle Rsa, per poi passare a tutti gli operatori essenziali, permette di far ripartire scuola, commercio e industria. La nostra regione è rimasta indietro, siamo ancora arenati nella prima prima fase delle quattro previste dal piano di vaccinazione e non abbiamo ancora terminato la vaccinazione degli operatori sanitari, mentre altre regioni hanno già terminato la vaccinazione di tutti gli operatori sanitari. Addirittura ci sono operatori sanitari di reparti covid non ancora vaccinati, come a Spoleto. Due settimane fa in questa Aula abbiamo deliberato di inserire tutti i medici liberi professionisti, gli psicologi, i farmacisti, gli odontoiatri, i veterinari.

Ad oggi di questi i vaccinati sono zero. Inoltre non si vaccinano gli studenti di medicina degli ultimi anni, non permettendo loro di laurearsi. Invece la nostra sanità avrebbe bisogno di forze fresche. Ma assistiamo al paradosso che in Umbria ancora non sono stati istituiti i team vaccinali che dovranno fare i vaccini. Ci sono le dosi di vaccino e non ci sono team per farli. Questa è la situazione vera e non quella che rappresentate in un mondo parallelo, con l’Umbria unica regione rossa in un campo giallo. Serve avere un calendario chiaro del piano vaccinale: dovevate iniziare l’8 febbraio a vaccinare gli over 80enni come nelle altre regioni, invece il 12 inizierete a prenotare”. L’assessore Coletto ha risposto spiegando che “il piano di vaccinazione è iniziato in maniera ottimale, siamo quinti a livello nazionale.

C’è però difficoltà nell’approvvigionamento: non arrivano dosi di vaccini, erano state promesse dosi di vaccinazione, ma non arrivano. Senza materia prima difficilmente riusciremo a intervenire come vorremmo. Allo stato attuale le persone vaccinate sono 28mila, tra cui gli operatori sanitari che hanno avuto la prima dose sono 11mila 991, la seconda 10mila 356 per un totale di 22mila 347; gli operatori non sanitari, ma all’interno delle strutture, sono 566; gli ospiti delle strutture per anziani è di 5mila 268. Il 3 febbraio sono state consegnate 31mila 590 dosi Pfizer, ne sono state usate 28mila 880.

Le prossime forniture sono programmate in base agli arrivi. Sono state consegnate 2000 dosi di Moderna: mille fatte e mille accantonate per la seconda dose. Abbiamo chiesto una cronologia delle consegne delle dosi dei vaccini, è scontato che senza difficilmente riusciamo a programmare le vaccinazioni. Mancano i vaccini, tanto è vero che il Governo sta portando avanti la possibilità di avere l’approvazione dello Sputnik, cosa positiva che vorremmo avere nelle nostre disponibilità.

Sarebbe positivo. Si stanno completando le somministrazioni delle seconde dosi del personale sanitario e degli ospiti delle Rsa. Dal 12 è attivo il sistema di prenotazioni vaccinali che saranno operative dal 15 febbraio. La capacità di vaccinazione della Regione è in grado di usare le dosi messe a disposizione. Verrà valutata la possibilità del coinvolgimento delle farmacie. I target della fase 2 e della fase 3 sono quelli definiti dalla Conferenza Stato-Regioni. Oggi pomeriggio si definiranno le priorità vaccinali per gli ultra ottantenni. Una volta definite le priorità, basta che arrivino i vaccini, noi siamo pronti a vaccinare.

La settimana prossima partiremo con la vaccinazione di odontoiatri, medici liberi professionisti, farmacisti, con particolare attenzione anche per i disabili”. Nella sua replica Bori si è detto “insoddisfatto della risposta. Voi avete fatto errori enormi. Com’è possibile che l’Umbria sia l’unica rossa e al collasso? Perché avete fatto 24 assunzioni a fronte di 2500 in Toscana e 5mila in Emilia. Affrontiamo la terza ondata con meno personale della prima. È saltato il sistema di tracciamento anche dentro le strutture sanitarie. Basta con gli scaricabarile. Assumetevi le vostre responsabilità. C’è stata una gestione inadeguata e un’arroganza inaccettabile”.

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