Trapianto midollo osseo, prof Martelli serve una seconda macchina per salvare vite

Trapianto midollo osseo, prof Martelli serve una seconda macchina per salvare vite

“Una macchina essenziale per fare un certo tipo di trapianto che consente la guarigione nella stragrande maggioranza di pazienti con leucemia acuta che altrimenti rischierebbero la morte”. E’ quanto ha dichiarato il Professore emerito Massimo Fabrizio Martelli, già direttore dell’Ematologia con Trapianto di midollo osseo dell’ospedale di Perugia, a margine della conferenza ‘trapianti: a che punto siamo?’ L’evento si è tenuto nella mattinata di oggi, lunedì 11 luglio, al Residence “Daniele Chianelli”.

Il professor Martelli durante il suo intervento ha precisato che “in questa maniera si potrebbero ottenere dei risultati di gran lunga superiori a quelli internazionali. Abbiamo un 75 per cento di guarigioni, ma soprattutto questa macchina permette di estendere il trapianto a un’età che prima era praticamente non toccabile, oltre 55 anni. La mancanza di una seconda macchina costringe di effettuare solo due trapianti al mese, mentre l’esigenza sarebbe di 4 trapianti al mese, il che poche, a rischio la vita dei pazienti che verrebbero trattati con metodiche tradizioni e con risultati decisamente inferiori”.

In un momento molto importante per la sanità umbra, alcune attività fondamentali sono a rischio. Nonostante l’accorato appello di decine di pazienti, la richiesta di una apparecchiatura di radioterapia che consentirebbe di mantenere e implementare le attività trapiantologiche salvavita nei pazienti con leucemia acuta, resta ferma.

La Lettera firmata da 45 pazienti è rimasta ancora senza risposta e restituisce l’allarmante situazione che si sta vivendo nella sanità umbra. Come hanno scritto i pazienti, nella missiva indirizzata proprio alla presidente Tesei a maggio, è inaccettabile addurre motivi di limitate fonti di finanziamento per il rinvio di qualche anno, dell’acquisto dell’apparecchiatura necessaria.

All’incontro era presente anche una rappresentanza dei pazienti trapiantati: Teresa Terilli, Francesco Longo e Maurizio Tessenda, oltre al Professor Andrea Velardi già responsabile dell’attività di trapianto di midollo osseo.

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