Soglia lockdown covid? Dipende da come si riuscirà a riadattare ospedali

 
Chiama o scrivi in redazione


Covid Umbria, eliminate le ordinanze contumaciali dei sindaci

Soglia lockdown covid? Dipende da come si riuscirà a riadattare ospedali

Soglia oltre cui dovrebbe scattare lockdown nazionale? Dipende da quanto riusciamo a riadattare ospedali
“Sicuramente” c’è il problema della carenza del personale negli ospedali. “E’ un male antico. In sanità, soprattuto negli ospedali, si è smesso di investire da tantissimi anni. E’ chiaro che in un momento di emergenza questa carenza si sente e c’è difficoltà a trovare sul mercato personale sanitario”. A evidenziarlo è Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), intervenuto oggi ad Agorà su Rai3.

“Nel mio ospedale nel giro di un mese siamo passati da 16 posti letto per Covid a 108, abbiamo aumentato i posti di terapia intensiva e tutto questo con grande sforzo organizzativo da parte di tutti e in una carenza importante soprattutto del personale infermieristico che, in funzione della complessità dei pazienti, deve essere aumentato. E’ quello che succede in uno dei tanti ospedali romani, che non chiamiamo più Covid ma sostanzialmente è Covid”, spiega lo specialista che dirige le Malattie infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma.

“Difficile” per Andreoni, è dire qual è la soglia di ricoverati nei reparti ordinari e in terapia intensiva oltre la quale dovrebbe scattare un lockdown nazionale: “Bisogna vedere quanto possiamo adattare alla funzione di ricoverare pazienti Covid tanti reparti che devono svolgere altre funzioni. Questa ristrutturazione dell’ospedale può essere fatta fino a un certo punto perché inevitabilmente ci sono tanti malati con altre malattie che meritano lo stesso di essere curati e aiutati”.

Per l’infettivologo, “siamo stati poco preparati nel periodo estivo. Adesso siamo preparati, ma certamente è un prepararsi in grande difficoltà perché giornalmente dobbiamo aumentare i posti letto per i nostri pazienti e dobbiamo pensare ad aumentare progressivamente le terapie intensive. Se non si ferma questo processo certamente potremmo essere in difficoltà nelle prossime settimane”.

Anche perché basta ripensare ai tempi del lockdown che c’è stato in Italia in occasione della prima emergenza Covid-19, osserva Andreoni. “Abbiamo incominciato a vedere qualcosa” in termini di effetti sulla curva dei contagi e dei ricoveri “dopo 3-4 settimane. Queste misure che sono sicuramente misure corrette daranno qualche frutto non prima di 3-4 settimane, ma insisto a dire che saranno frutti soltanto indicati dal rallentamento del numero, non certamente dal blocco della crescita a cui stiamo assistendo”.

(Lus/Adnkronos Salute)

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*