Sanità Umbria: Proietti lancia il piano contro le attese

Sanità Umbria: Proietti lancia il piano contro le attese

La svolta per i pazienti a Perugia tra digitale e tutele

Il cuore del sistema sanitario regionale si appresta a subire una metamorfosi profonda, abbandonando la vecchia logica della prenotazione passiva per abbracciare un modello di assistenza proattiva. Durante la recente seduta dell’Assemblea legislativa, la governatrice Stefania Proietti ha illustrato una strategia ambiziosa: trasformare l’attesa per una visita o un esame in un vero e proprio “percorso di tutela”. Non si tratterà più di attendere una data nel vuoto, ma di essere inseriti in un protocollo di presa in carico totale, dove ogni cittadino viene seguito e monitorato costantemente dai sistemi regionali. L’obiettivo è duplice: abbattere le barriere che generano diseguaglianze sociali e proteggere l’integrità dei percorsi clinici dalle minacce esterne, comprese le frodi informatiche che mettono a rischio la sicurezza dei dati e la regolarità delle liste.

Per rendere concreto questo cambiamento, l’amministrazione regionale sta puntando massicciamente sull’innovazione tecnologica. La sfida lanciata dalla presidenza riguarda la “reingegnerizzazione” completa dei flussi informativi. Attraverso lo sviluppo della telemedicina e l’implementazione capillare del fascicolo sanitario elettronico, la Regione intende creare un ecosistema digitale in cui le diverse strutture ospedaliere e territoriali dialoghino tra loro in tempo reale. Questo permetterà di analizzare il fabbisogno della popolazione in modo scientifico, stratificando l’utenza per comprendere chi ha più urgenza e dove sia necessario potenziare l’offerta. Non si tratta solo di software, ma di un nuovo modo di gestire la domanda sanitaria, assicurando che l’accessibilità ai servizi non sia più un terno al lotto ma un diritto garantito da processi verificabili.

Un pilastro fondamentale della riforma è il potenziamento dei presidi fisici sul territorio. La Presidente ha annunciato che l’apertura a pieno regime di tutte le 23 Case di Comunità distribuite in Umbria sarà il motore della medicina di prossimità. Queste strutture rappresenteranno il primo punto di contatto per il cittadino, filtrando le richieste e garantendo l’accesso immediato alle prestazioni di base, evitando che i grandi ospedali siano congestionati da casi di bassa complessità. Il principio guida è quello di portare la cura il più vicino possibile alla residenza del paziente. Tuttavia, il sistema rimarrà flessibile: qualora una prestazione fosse disponibile più rapidamente in una struttura fuori dal proprio distretto, il cittadino potrà scegliere di spostarsi, ma la sua posizione nella lista d’attesa originaria rimarrà protetta in caso di rinuncia, a tutela della libertà di scelta e della continuità assistenziale.

La nuova sanità umbra vuole basarsi su un patto di fiducia con i residenti, fondato sulla trasparenza dei dati. Per questo motivo, la Regione ha reso operativa una dashboard digitale, consultabile da chiunque sui siti istituzionali, che mostra in tempo reale l’andamento delle liste d’attesa e delle prestazioni specialistiche. I dati, aggiornati settimanalmente, permettono una verifica costante dell’operato delle aziende sanitarie. Oltre alla tecnologia, è stato confermato il lavoro regolare dell’Osservatorio locale sulle liste d’attesa, che produrrà rendicontazioni semestrali dettagliate per il Consiglio regionale. Questo impegno costante per il monitoraggio ex-ante ed ex-post delle performance sanitarie serve a garantire che le promesse si trasformino in risultati tangibili, ponendo il diritto alla salute al vertice delle priorità dell’agenda politica regionale.

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