Sanità Umbra: sindacati e Regione avviano 5 tavoli di confronto
Sanità Umbra – Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato oggi la concessione di cinque tavoli di confronto da parte della Regione sull’emergenza sanitaria in Umbria. I temi chiave dei dibattiti saranno le liste d’attesa, la riorganizzazione della rete ospedaliera, la convenzione con l’università, la gestione della cronicità e non autosufficienza, i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e l’edilizia sanitaria. La presidente della Regione, Donatella Tesei, insieme all’assessore alla Sanità Luca Coletto, ha accolto i sindacati per discutere delle problematiche che affliggono il sistema sanitario regionale.
In una nota congiunta, Cgil, Cisl e Uil hanno dichiarato di accogliere con riserva questa apertura da parte della Regione. Dopo quasi cinque anni di mobilitazione e alla luce dell’approfondimento del mandato, le organizzazioni sindacali riconoscono il riconoscimento da parte di Palazzo Donini della necessità di coinvolgere le forze sociali in un dibattito che finora è mancato. Tuttavia, le riserve rimangono, e i sindacati intendono verificare nel concreto la volontà effettiva della Regione di cambiare rotta.
Durante l’incontro, che è durato oltre due ore, i sindacati hanno evidenziato il preoccupante “svuotamento drammatico del sistema sanitario pubblico regionale”. Hanno criticato la delibera sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, approvata durante il periodo natalizio, definendola un atto indirizzato più a risolvere problemi di bilancio che a soddisfare le esigenze degli umbri. Le organizzazioni sindacali sostengono che questa delibera aumenti i posti letto a disposizione della sanità privata a discapito di quella pubblica, nonostante l’utilizzo effettivo dei posti letto nella sanità pubblica umbra sia al 70%, non al 90% come affermato dalla Regione.
Le liste d’attesa, secondo i sindacati, riflettono uno scenario in cui il sistema sanitario non funziona adeguatamente. Con oltre 44.000 prestazioni da erogare, escludendo quelle chirurgiche, le liste d’attesa sono indicative di una disorganizzazione che impoverisce il sistema. Cgil, Cisl e Uil sottolineano la necessità di investimenti nelle strutture e nel personale della sanità territoriale come precondizione per qualsiasi ipotesi di riorganizzazione ospedaliera.
Le organizzazioni sindacali pongono anche domande sulla mancanza di chiarezza sull’accordo con l’università, sui progetti di edilizia sanitaria, sulla permanenza di due Dea di II livello, sulle Case ed Ospedali di comunità e sulla gestione delle cronicità. Queste tematiche saranno oggetto di confronto nei prossimi incontri, come richiesto da Cgil, Cisl e Uil.

la sanità allo sfascio.
liste di attesa interminabili.
noi perugini per una visita dobbiamo
fare 30 o addirittura 50 km.dal nostro capoluogo.
non si è mai arrivato a tanto.
considerate la maggioranza delle visite
sono richieste da persone anziane che
non sono senza auto.
hanno ridotto i medicinali salvavita
i generici e cronici.
ora siamo stufi abbastanza.
è ora di cambiare.