Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in piazza in tutta Italia
Nella giornata del 22 maggio 2025 si è svolto in tutta Italia lo sciopero nazionale dei lavoratori della sanità privata, proclamato dalle sigle Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. L’iniziativa ha riguardato il personale impiegato nelle strutture accreditate Aris e Aiop, così come nei servizi sociosanitari RSA, che operano in convenzione con il sistema sanitario nazionale. In piazza, insieme agli operatori sanitari, anche amministrativi, tecnici, educatori e operatori socio sanitari: complessivamente, sono circa 200mila i lavoratori interessati a livello nazionale.
Al centro della mobilitazione, la richiesta di rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali, alcuni dei quali risultano scaduti da oltre un decennio. I sindacati sottolineano come l’adeguamento retributivo non sia l’unico obiettivo della vertenza, ma anche la necessità di garantire tutele contrattuali aggiornate in un contesto in cui proliferano accordi non sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. Secondo le sigle promotrici, questa frammentazione normativa genera una disparità intollerabile tra i lavoratori del settore pubblico e quelli del privato accreditato.
In Umbria, la mobilitazione ha assunto un significato ulteriore per via della persistente assenza di un tavolo stabile di confronto tra istituzioni, aziende accreditate e rappresentanze dei lavoratori. A livello regionale, infatti, non esiste un coordinamento trasparente capace di governare il sistema della sanità convenzionata. I sindacati denunciano l’invisibilità dei lavoratori impiegati nelle circa 200 strutture umbre, fondamentali per il funzionamento dei servizi sanitari regionali.
Durante il presidio a Perugia, i rappresentanti sindacali hanno formalmente depositato un documento presso l’Assemblea legislativa dell’Umbria. Il testo contiene una serie di richieste rivolte alla Regione e ai soggetti gestori del sistema sanitario accreditato. Tra queste, l’apertura immediata di un tavolo regionale permanente con la partecipazione delle organizzazioni sindacali firmatarie, delle aziende accreditate, dell’Assessorato alla Sanità, di Aris Umbria e Aiop Umbria.
I sindacati chiedono inoltre l’introduzione di clausole sociali obbligatorie nei contratti di convenzione, che impongano l’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni rappresentative. Altre richieste includono un sistema di monitoraggio trasparente sull’impiego delle risorse pubbliche da parte delle strutture accreditate e l’adozione di un protocollo regionale che valorizzi la qualità del lavoro nella sanità privata, in attuazione della legge regionale 2 del 2024, finora rimasta inapplicata.
Infine, le sigle sindacali sollecitano la definizione di un accordo formale sui servizi minimi da garantire durante gli scioperi, mai sottoscritto in Umbria. La richiesta mira a coniugare il diritto allo sciopero con la continuità delle prestazioni sanitarie essenziali, secondo un principio di responsabilità condivisa tra rappresentanze datoriali e lavoratori.

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