Sanità: Coletto, Regione lavora per test genetico oncologico

Assessore risponde a capogruppo Pd Bori

Sanità: Coletto, Regione lavora per test genetico oncologico

“Nel rispetto del decreto ministeriale che ha dato la possibilità di finanziarlo, la Giunta regionale andrà rapidamente a disporre il test genetico oncologico per evitare terapie inutili e reinvestire così anche i soldi risparmiati”: lo ha affermato l” assessore regionale alla Sanità Luca Coletto in tema di “Onco type Regione Umbria”.


Fonte Agenzia Regionale


Il consigliere regionale del Pd Tommaso Bori, interrogando l” assessore durante la seduta dell’‘ Assemblea legislativa sull” utilizzo del test nei casi di tumore al seno delle donne, ha sottolineato l” importanza di questo strumento e auspicato “che possa essere utilizzato per fare così le scelte migliori di cure e percorsi terapeutici”.

  • Per Bori “serve un accesso alle cure senza discriminazioni”

Per Bori “serve un accesso alle cure senza discriminazioni” anche perché, ha spiegato, “dobbiamo consentire che questo strumento costoso sia garantito a tutte le donne con tumore al seno e non solo a chi lo può pagare”. “La questione era stata trattata in terza commissione” ha sottolineato Coletto. ”

In merito alla gratuità – ha spiegato – ci sono delle Regioni che lo hanno coperto con il proprio bilancio. Noi dopo il decreto abbiamo fatto una delibera di recepimento di questo test genetico che viene per due terzi finanziato dal governo e per un terzo dalla Regione. Abbiamo infatti constatato la bontà dello strumento che dà ottimi risultati perché evita terapie oncologiche pesanti a molte donne, oltre a comportare anche un risparmio che può essere reinvestito in sanità”.

  • Partirà ora la gara di evidenza pubblica

Coletto ha poi annunciato che partirà ora la gara di evidenza pubblica ma rispetto alla retroattività ha affermato che “la norma non la prevede è su questo aspetto è molto chiara”. “Valuteremo però – ha aggiunto – se è possibile andare incontro alle persone che hanno già pagato il test, faremo le opportune verifiche”.

  • questione della rimborsabilità

Bori, chiedendo alla Giunta di “riflettere bene sulla scelta da prendere”, ha ribattuto che la questione della rimborsabilità “potrebbe valere solo da quando è stato fatto il decreto e quindi dal mese di luglio”. “Il non accesso a questo test – ha concluso il capogruppo del Pd – può costringe una donna a fare delle terapie che non migliorano la qualità della sua vita, portando inoltre un costo alle casse della Regione molto più del test”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*