Monteluce: la Casa di Comunità diventi realtà entro tempi PNRR

Cantieri Monteluce e Umbertide, nuova impresa per completare
ph. tommyB

Approvata la mozione per accelerare la Casa di Comunità di Monteluce

PERUGIA, 11 settembre 2025 – L’Aula dell’Assemblea legislativa dell’Umbria ha votato all’unanimità la mozione presentata da Sarah Bistocchi (Pd), che chiede alla Giunta regionale di impegnarsi per completare la nuova Casa di Comunità di Monteluce rispettando le scadenze indicate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) come si legge dalla nota dell’Assemblea Legislativa – Regione Umbria.

La mozione, emendata su proposta di Nilo Arcudi (Tp‑Uc), punta a far ripartire senza ulteriori ritardi un’opera considerata vitale per il quartiere, cui fu tolta centralità dopo la chiusura del Policlinico. Nel suo intervento prima del voto, la consigliera Bistocchi ha ricordato che la nuova struttura sanitaria rientra nell’accordo di programma firmato nel 2006 fra Regione Umbria, Provincia, Comune di Perugia, Università e Azienda ospedaliera, con l’obiettivo di riqualificare l’area dell’ex Policlinico Monteluce. All’interno di tale quadro, il progetto prevede lo spostamento del Centro Salute di via XIV Settembre, attualmente in un edificio in condizioni critiche, verso il Padiglione E, che diventerà la sede della Casa di Comunità. Oltre alla continuità sanitaria, ospiterà servizi farmaceutici e altre funzioni socio‑sanitarie oggi dislocate in sedi non adeguate.

Il progetto, finanziato tramite il Pnrr con un importo di poco più di 5,5 milioni di euro, prevede una superficie di 2.500 metri quadri, 15 posti auto, opere strutturali, impianti e finiture sia interne sia esterne. I lavori iniziarono all’inizio del 2025 dopo l’acquisizione dell’edificio da parte della Usl Umbria 1, che ha sborsato circa 307.000 euro per l’acquisto al grezzo, tuttavia, il cantiere è rimasto fermo in varie fasi, suscitando le proteste della Cgil, che denuncia ritardi legati all’impresa appaltatrice, mentre la Usl sostiene di aver già sollecitato l’impresa stessa.

La mozione approvata chiede che la Giunta regionale adotti ogni iniziativa utile per garantire il completamento della Casa di Comunità nei tempi previsti dal Pnrr, comprendente il monitoraggio degli appalti, l’adeguamento tecnico‑normativo, il coordinamento tra enti (Regione, Comune, Azienda sanitaria) e la nomina di responsabilità chiare per evitare altri slittamenti. Bistocchi ha evidenziato che la struttura rappresenta molto più che un presidio sanitario: è un simbolo di rinascita per Monteluce e per i cittadini che hanno subito la chiusura del Policlinico. “Questa Casa di Comunità – ha detto – può riportare fiducia, servizi vicini, umanizzazione delle cure, e dare nuova centralità sociale a un territorio che ha pagato con la distanza la perdita di strutture fondamentali”.

Una volta completata, la Casa di Comunità ospiterà molteplici servizi essenziali: il Centro unico prenotazioni (CUP), assistenza domiciliare integrata (ADI), cure primarie, ambulatori specialistici, servizi sociali, continuità assistenziale. Si calcola che la struttura sarà frequentata da circa 2.000 utenti al giorno, cifra che sottolinea quanto sia strategico il ritorno in funzione di questa infrastruttura sanitaria. Secondo i dati più aggiornati, i lavori dovrebbero essere ultimati entro 360 giorni a partire dalla ripresa effettiva del cantiere, in modo da rispettare la scadenza del 2026 fissata dal Pnrr.

La mozione di Bistocchi rappresenta oggi un appello forte e corale della politica regionale affinché Monteluce non resti un progetto incompiuto. Ormai non più solo questione tecnica o burocratica, ma promessa di salute, vicinanza, dignità per migliaia di cittadini. Perché in sanità, ogni giorno perso significa persone che restano senza servizi, territori che restano feriti. Con il voto unanime, l’Assemblea ha indicato che non ci sono più scuse, completare la Casa di Comunità significa adempiere a un impegno preso con fondi europei, attese della popolazione, ma soprattutto con il dovere di restituire al quartiere una struttura che possa davvero servire e curare. Monteluce guarda al 2026 con speranza, ma serve concretezza già da oggi.

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