La USL Umbria 2: Eccellenza nella cura della sclerosi multipla con un modello umanizzato
La USL Umbria 2 – La USL Umbria 2 si sta affermando come un modello di riferimento per la cura della sclerosi multipla (SM) in Italia, grazie a un approccio che privilegia l’umanizzazione e la multidisciplinarietà. Questo innovativo metodo di assistenza è stato recentemente illustrato durante un convegno a Roma, organizzato dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) con il supporto di Roche.
Durante l’evento, esperti, pazienti e rappresentanti istituzionali hanno analizzato le difficoltà nella gestione della sclerosi multipla e della neuromielite ottica (NMOSD), proponendo soluzioni innovative per una presa in carico integrata e centrata sul paziente.
Un modello di cura da diffondere
La tavola rotonda intitolata “Co-programmazione in azione: l’esperienza di persone, clinici e decisori” ha messo in luce l’importanza della collaborazione tra i reparti di Riabilitazione e Neurologia della USL Umbria 2, dove si stanno sviluppando percorsi di cura personalizzati, frutto della co-programmazione con AISM.
Questa iniziativa è particolarmente significativa, poiché la SM è una delle tre patologie incluse nella sperimentazione della valutazione di base, che è aperta a tutte le persone con disabilità nelle nove province, tra cui Perugia.
Mauro Zampolini, direttore del Dipartimento di Riabilitazione della USL Umbria 2, ha evidenziato l’importanza di garantire cure adeguate senza ostacoli economici. In Umbria, un gruppo di lavoro sta definendo il Percorso Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PDTA) interaziendale, implementando un sistema di case management territoriale per garantire una continuità assistenziale ottimale. Zampolini ha sottolineato anche l’importanza dell’integrazione dello psicologo e dell’uso della telemedicina come strumento di comunicazione, superando la concezione che essa sia solo un’alternativa alle visite in presenza.
L’umanizzazione, secondo Zampolini, implica l’adattamento della riabilitazione alle esigenze specifiche di ciascun paziente, valorizzando i risultati riportati dai pazienti stessi per valutare l’efficacia delle cure nel contesto delle loro esperienze personali.
Dati e criticità: la sfida di un sistema integrato
Il Barometro AISM 2024 ha rivelato che oltre il 50% delle persone con SM lamenta la frammentazione dei servizi sociosanitari. Tra le problematiche principali si segnalano lunghe attese per risonanze magnetiche, ritardi nelle visite di controllo, accesso limitato alla riabilitazione e insufficiente supporto psicologico. Un’indagine condotta su 180 Centri SM in Italia ha evidenziato ulteriori ostacoli, come la carenza di personale e le debolezze nei servizi territoriali.
Soluzioni concrete: il Progetto “Umanizzazione” e i PDTA
Per affrontare queste sfide, AISM ha avviato il progetto “Umanizzazione”, mirato a creare percorsi di cura coordinati e incentrati sul paziente. Mario Alberto Battaglia, Presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), ha affermato che i PDTA aziendali e interaziendali possono coinvolgere più professionisti e garantire un’assistenza interdisciplinare, con effetti positivi sia per i pazienti che per il sistema sanitario. “Attraverso ‘Umanizzazione’, intendiamo rendere replicabili le migliori pratiche e garantire percorsi di cura sempre più personalizzati e inclusivi,” ha dichiarato Battaglia.
Dal 2020, il progetto ha coinvolto 16 PDTA aziendali e, grazie ai nuovi PDTA regionali introdotti o in fase di revisione, raggiunge 80 Centri Clinici su tutto il territorio nazionale. Paolo Bandiera, Direttore Affari Generali e Relazioni Istituzionali di AISM, ha spiegato che i PDTA sono strumenti fondamentali per garantire continuità e integrazione nei percorsi di cura e assistenza. “Il nostro obiettivo è che ogni Regione e rete di servizi del territorio, a partire dal Centro SM di riferimento, adotti modelli organizzativi che rispondano pienamente ai bisogni delle persone con SM, adattandosi alle caratteristiche dei sistemi locali,” ha aggiunto Bandiera.
Un futuro di cura umanizzata e integrata
Il convegno ha sottolineato l’importanza della co-programmazione tra pazienti, clinici e decisori per costruire percorsi di cura integrati ed efficaci. L’esperienza della USL Umbria 2 dimostra che, grazie a questa collaborazione, è possibile avanzare verso un sistema sanitario centrato sulla persona, migliorando la qualità della vita e l’accesso alle cure. Questo modello di assistenza rappresenta un esempio di successo, la cui diffusione in tutto il Paese è l’obiettivo principale del progetto “Umanizzazione” di AISM, per garantire un’assistenza realmente umanizzata e inclusiva, in cui ogni individuo venga riconosciuto e seguito nella sua unicità.
La USL Umbria 2 si propone quindi come un faro di speranza e innovazione nel panorama della cura della sclerosi multipla, con l’intento di ispirare altre realtà sanitarie a seguire il suo esempio e a promuovere un’assistenza sempre più attenta e personalizzata.

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