Covid: epidemiologi, tra 14 giorni 5 Regioni con oltre 250 casi per 100mila

Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Valle d'Aosta, Liguria e provincia autonoma di Bolzano

Covid: epidemiologi, tra 14 giorni 5 Regioni con oltre 250 casi per 100mila

Covid: epidemiologi, tra 14 giorni 5 Regioni con oltre 250 casi per 100mila

Gli ultimi dati epidemiologici “indicano una significativa accelerazione nella diffusione dei contagi che, a parità di condizioni, potrebbe portare tra due settimane 5 regioni a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100mila: sono (Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Valle d’Aosta, Liguria e la provincia autonoma di Bolzano. Altre 8 avranno un’incidenza sopra i 150 casi per 100mila”. Questa la stima del Gruppo di lavoro ‘Made’ dell’Associazione italiana di epidemiologia (Aie). L’ultimo report di monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (Iss), relativo alla settimana 1-7 novembre, “registra un aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi di infezione da Sars-Cov-2, che si accompagna anche a un incremento dei ricoveri ospedalieri”, prosegue l’Aie.


AdnKronos


L’indice di replicazione diagnostica Rdt a livello nazionale, stimato dall’Aie sui dati del 13 novembre, è pari a 1.42 e superiore all’unità in tutte le regioni. “Nelle fasi iniziali di crescita della curva epidemica, l’incidenza è cresciuta prima nelle fasce di età pediatriche, in particolare nei soggetti di età inferiore a 12 anni”, ma i dati dell’ultima settimana analizzati dal Gruppo di lavoro Aie sorveglianza dell’incidenza Covid-19 “evidenziano che ormai tutte le classi di età sono interessate da un aumento dei casi positivi”.

Curva epidemica covid-19 in Umbria in leggera diminuzione

Tra le priorità per la gestione dell’attuale fase pandemica “deve essere individuata la prevenzione delle infezioni tra i soggetti di età inferiore a 12 anni, per i quali la vaccinazione non è ancora disponibile, sia per proteggerli dai contagi, sia per scongiurare situazioni che possano interrompere la continuità scolastica e recare nuovamente danno alla vita relazionale”. “Rispetto all’autunno scorso, il rilassamento di alcune misure di prevenzione sta portando ad un aumento dell’incidenza di sindromi influenzali, in particolare nelle fasce di età 0-4 anni, che certamente complica e aggrava il lavoro di inquadramento diagnostico e di gestione dei casi”, avverte l’Aie.

“Sono i giovani e i bambini a pagare il prezzo psicologico più elevato nell’emergenza pandemica. Stanno soffrendo di più. Questo è un dato che tutti gli indicatori internazionali e nazionali ci dicono”. Lo riferisce all’Adnkronos Salute David Lazzari, presidente della Consiglio nazionale Ordine degli psicologi. “Lo indicano diversi studi, ultimo dei quali una metanalisi su 29 studi epidemiologici in tutti i Paesi del mondo, pubblicata sul ‘Jama’ – spiega – che evidenzia come nei soggetti fino a 18 anni i sintomi depressivi riguardano una persona su 4. E i sintomi ansiosi una persona su 5”. Per Lazzari “va fatto un investimento specifico per il benessere psicologico dei ragazzi, iniziando dalla scuola. Serve attrezzarla perché sia un luogo di ascolto e di aiuto per i giovani”.

(Lab/Labitalia)

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*